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di Serena Arbizzi

Gazzetta di Reggio, 8 luglio 2024

Mercoledì la Camera Penale di Reggio Emilia “Giulio Bigi” organizza una maratona oratoria dalle 10.30 alle 12.30. Si tratta di un evento organizzato per dare “voce a tutti coloro che non possono parlare”. In particolare, l’iniziativa vuole accendere un ulteriore faro sulla condizione dei detenuti e delle carceri, con un numero di suicidi che si innalza a livelli esponenziali.

“Il 20 maggio 2024 le cronache davano notizia dell’ennesima perdita di una vita umana affidata alla custodia dello Stato, la 34esima dall’inizio dell’anno - afferma il direttivo della Camera Penale reggiana - in pari data l’Unione delle Camere Penali italiane invitava tutte le Camere Penali territoriali a dare il via a una maratona oratoria finalizzata a denunciare di fronte alla società civile la condizione inumana dei detenuti, il degrado della realtà carceraria nella quale si vedono costretti a svolgere la propria attività lavorativa gli agenti di polizia penitenziaria e gli operatori tutti, le inefficienze del sistema, le mancate riforme, l’irresponsabile indifferenza della politica.

La strage silenziosa nelle carceri italiane continua e a oggi il numero dei suicidi è salito a 53. La Camera Penale di Reggio Emilia ha subito accolto l’invito ritenendo compito primario dell’avvocatura la tutela dei diritti fondamentali di tutti e soprattutto di chi non gode di tutela alcuna perché ultimo tra gli ultimi. Ringraziamo per l’adesione all’iniziativa proposta i tanti colleghi e le tante persone che, a vario titolo, con ruoli, sensibilità e funzioni diverse, condividono con noi la convinzione che avere carceri umane all’interno delle quali sia garantito il rispetto dei diritti è una questione di civiltà che travalica i motivi che hanno determinato l’ingresso dei singoli”.

Il direttivo della Camera Penale invita i cittadini a partecipare alla maratona oratoria che si terrà, dunque, mercoledì. La delibera dell’Unione Camere Penali Italiane muove dalle premesse del “costante aumento del sovraffollamento carcerario e il conseguente peggioramento delle condizioni di vita” e pone l’accento sulla necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica.