Il Riformista, 10 aprile 2026
Nel 2026 oltre 3.600 persone potranno beneficiare gratuitamente dei 26 progetti selezionati e sostenuti dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale con Fuoriclasse. Il bando è promosso e sostenuto dal Fondo, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel) e il Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. L’obiettivo è favorire il reinserimento sociale delle persone detenute attraverso percorsi di formazione digitale, contribuendo a ridurre il rischio di recidiva, grazie all’assegnazione complessiva dei 10 milioni di euro stanziati.
Con il Piano Strategico del Fondo approvato dal Comitato di indirizzo strategico (CIS) a febbraio 2025, è stato infatti incrementato il plafond del bando - originariamente di 5 milioni - a 10 milioni di euro, anche in considerazione dell’elevato numero di candidature pervenute (244). Le attività, che partiranno nei prossimi mesi e che vedono il coinvolgimento di 202 enti e 92 strutture penitenziarie su tutto il territorio nazionale, saranno dedicate a persone detenute e in esecuzione penale esterna, con percorsi di formazione digitale orientati all’inclusione sociale e lavorativa.
In Italia la popolazione detenuta ha superato le 63.000 unità nel 2025, con una pressione crescente sul sistema penitenziario. In questo contesto, la formazione rappresenta una leva fondamentale per il reinserimento sociale e la riduzione della recidiva. Secondo i dati del Ministero della Giustizia, poco più del 30% dei detenuti è coinvolto in percorsi formativi, mentre la formazione professionale interessa una quota ancora più limitata, intorno al 7%. Ancora più marginale è l’offerta legata alle competenze digitali, che rappresentano una parte residuale dei percorsi disponibili. Un divario particolarmente critico se si considera che le competenze digitali sono oggi sempre più richieste dal mercato del lavoro e rappresentano uno strumento chiave per l’inclusione sociale. È in questo scenario che si inserisce il bando Fuoriclasse del Fondo per la Repubblica Digitale, che punta a rafforzare l’offerta formativa in ambito digitale, ampliando le opportunità di accesso a percorsi innovativi e orientati al lavoro.
Per Martina Lascialfari, Direttrice Generale del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale: “Con il bando Fuoriclasse, promosso in collaborazione con il Cnel e il Dap, abbiamo scelto di intervenire in un ambito in cui il bisogno è ancora molto forte: quello della formazione digitale per le persone detenute. Oggi queste competenze rappresentano una leva fondamentale per il reinserimento sociale e lavorativo, ma risultano ancora poco diffuse nei percorsi disponibili. Con i 26 progetti selezionati vogliamo contribuire al mandato rieducativo costituzionale ampliando in modo concreto le opportunità di accesso alla formazione e a percorsi di riabilitazione, sostenendo iniziative capaci di generare impatto reale dentro e fuori gli istituti penitenziari. L’obiettivo è contribuire a colmare un vuoto e favorire opportunità di trasformazione e autonomia per le persone in carcere, mettendo il digitale al servizio dell’inclusione”.
“L’eccezionale risposta dei territori al bando ‘Fuoriclasse’- fortemente voluto dal Cnel nell’ambito delle iniziative previste dal programma ‘Recidiva Zero’ - dimostra l’urgenza di portare l’alfabetizzazione digitale all’interno delle carceri, offrendo ai detenuti gli strumenti oggi più richiesti dal mercato del lavoro”. Queste le parole del presidente del Cnel, Renato Brunetta. “I 26 progetti finanziati per un totale di 10 milioni di euro segnano un’inversione di tendenza molto significativa. Verranno formate oltre 3.600 persone, trasferendo loro le competenze specifiche che le aziende faticano a reperire e costruendo così un ponte diretto verso il tessuto produttivo. Il Cnel opera in prima linea per centrare l’obiettivo ‘Recidiva Zero’. Ogni individuo formato e reinserito con successo nella società garantisce maggiore sicurezza alla collettività e fornisce nuova linfa alla nostra economia. La dignità dell’occupazione resta lo strumento principale per assicurare la tenuta sociale del Paese e favorire un reale percorso di riscatto individuale” conclude Brunetta.











