di Alessandro Fioroni
Il Dubbio, 25 aprile 2020
Gli oppositori politici esclusi dall'amnistia. Il 17 marzo scorso le autorità algerine hanno emesso un ordine di divieto per tutte le manifestazioni pubbliche. Il provvedimento è stato emesso per contrastare, come in altri paesi, la possibilità di contagio da coronavirus che nel paese ha raggiunto i 2910 casi con 402 morti.
Ma il blocco sta legittimando la proibizione di ogni espressione di dissenso nei confronti del governo nato, dopo lunga gestazione, dopo la fine del trentennale potere di Bouteflika nell'aprile del 2019. Da allora i movimenti che avevano provocato la caduta dell'anziano autocrate non hanno mai smesso di reclamare diritti e la condanna di molti di coloro che, a suo tempo collusi con il vecchio regime, ancora siedono nei posti chiave della leadership politica algerina.
Il lockdown si è quindi tramutato in una clava per zittire gli oppositori. Come nel caso del giornalista Khaled Drareni arrestato dalla polizia a fine marzo. Drareni, corrispondente per Reporter senza frontiere (Rsf), è stato testimone e narratore del movimento anti Bouteflika.
"In un momento in cui la pandemia di Covid-19 evidenzia l'importanza di un accurato resoconto-recita un comunicato del Comitato di protezione dei giornalisti, le autorità hanno optato per reprimere il libero flusso di informazioni". Per il National Committee for the Liberation of Detainees (Cnld), il caso di Drareni è solo uno degli episodi di una serie di episodi verificatisi nelle ultime settimane. Dozzine di persone, tra cui attivisti e studenti, sono state convocate dalla polizia da quando è scoppiata la pandemia.
Solo due giorni fa, il parlamento ha approvato un progetto di legge che criminalizza "notizie false" ritenute dannose per l'ordine pubblico e la sicurezza dello stato. Vengono anche segnalati abusi giudiziari come nel caso di Karim Tabbou, ex parlamentare e attivista nel movimento antigovernativo. Si trovava in carcere e a due giorni dalla liberazione è stato istituito un processo a sorpresa senza che i suoi legali ne sapessero nulla e condannato a 6 mesi per "offesa all'unità nazionale e al morale dell'esercito".
Tutto ciò mentre i tribunali sono chiusi per la pandemia. Ad essere colpiti dunque sembrano essere solo gli oppositori: il 1 aprile è stata annunciata un'amnistia per 5mila detenuti per il pericolo di contagio nelle carceri, ma dal provvedimento sono esclusi tutti i prigionieri politici nonostante le proteste di avvocati, famiglie e attivisti.










