di Federico Capurso
La Stampa, 16 maggio 2026
Riunione di maggioranza dopo le amministrative. Tra gli obiettivi anche la prescrizione. La fase due di Forza Italia, imposta da Marina Berlusconi, inizia a mostrare i primi segni di vitalità. Non c’è solo la battaglia sulla riforma dei taxi. Da alcuni giorni gli azzurri si muovono sottotraccia per ridare impulso alla legge sul fine vita. Allo stesso modo vogliono convincere gli alleati che la sconfitta al referendum non significa la morte di tutti i loro progetti in materia di giustizia: ci sono proposte ferme in Parlamento, che “devono essere approvate”, sostengono i vertici di Forza Italia. E altre vanno messe in cantiere, come una legge sulla responsabilità civile dei magistrati.
I nuovi capigruppo di Forza Italia Enrico Costa e Stefania Craxi, tre settimane fa, avevano inviato una lettera ai loro omologhi di Fratelli d’Italia e Lega per ricordargli che la giustizia “costituisce un tratto identitario della nostra visione liberale dello Stato, e riteniamo che ciò configuri una responsabilità che investe l’intera maggioranza”. Ufficialmente non c’è mai stata una risposta, ma dietro le quinte si è continuato a lavorare a un vertice di maggioranza. Rinviato già un paio di volte per colpa dei tanti impegni elettorali, in vista del primo turno di amministrative del prossimo weekend di maggio, l’incontro si dovrebbe tenere l’ultima settimana di maggio. Al più tardi, visti i possibili ballottaggi, si arriverà alla prima metà di giugno.
Al vertice Forza Italia offrirà a Lega e FdI le linee di principio sulle quali intende sviluppare una riforma della responsabilità civile dei magistrati. Allo stato attuale, “l’insindacabilità dell’interpretazione delle norme e della valutazione del fatto e delle prove da parte del giudice crea - agli occhi dei forzisti - una strettoia quasi impossibile da attraversare per i comuni cittadini che si vedono ingiustamente danneggiati da un magistrato”.
Dal 2010 al 2025 sono state solo 15 le condanne per responsabilità civile: una l’anno. Un po’ poco per gli azzurri che tra le varie ipotesi pensano di introdurre il concetto di “colpa grave”, in alcuni limitati casi farebbe venire meno il problema dell’insindacabilità. Si vuole poi affrontare il tema della responsabilità diretta o indiretta del magistrato, e cioè se il cittadino può rifarsi direttamente sul giudice o se invece - come è oggi - sia lo Stato a risponderne. Sulla carta tutti i partiti di centrodestra vorrebbero introdurre una responsabilità civile diretta, ma dopo la sconfitta al referendum, dentro il partito di Giorgia Meloni, in pochi hanno voglia di aprire uno scontro con la magistratura. Detto questo, nelle file di Forza Italia c’è la coscienza che i tempi per approvare una misura del genere sono lunghi, ma sono anche convinti che se non si riuscirà a condurre in porto la legge, questa potrà comunque essere utilissima per la campagna elettorale delle Politiche 2027.
Nel frattempo, Costa e Craxi sono decisi a chiarire con la coalizione le due priorità del partito per i prossimi mesi: la legge sulla prescrizione, sempre ferma in Senato, e la proposta per limitare l’accesso dei pm ai dati contenuti negli smartphone degli indagati. Il testo sulla prescrizione è stato rimesso all’ordine del giorno dei lavori della commissione Giustizia di Palazzo Madama, ma gli azzurri sospettano che al ministero guidato da Carlo Nordio ci sia il freno a mano tirato. Lo stesso dubbio, gli azzurri, ce l’hanno sulla proposta che riguarda gli smartphone. Anche lì era stato il ministero a bloccare tutto non facendo arrivare alla commissione Giustizia della Camera i suoi “pareri” sul testo, che sono imprescindibili per far camminare il progetto di legge. Forza Italia proverà ora a riaccelerare chiedendo di inserire la proposta nel calendario dell’Aula del Senato.
Quello dei ministeri, che usano lo strumento dei “pareri” per rallentare un provvedimento, è uno stratagemma comune. Lo sa bene il senatore di FI Pierantonio Zanettin, che ha la sua proposta sul fine vita bloccata in commissione proprio perché i ministeri competenti (Salute e Giustizia) non avrebbero espresso i loro pareri sul provvedimento. In questi giorni, da Forza Italia sono quindi arrivate delle sollecitazioni, in via informale, per chiedere di sbloccare l’impasse. Il tempo è poco, poi arriverà in Aula la proposta del Pd sul fine vita, e FI preferirebbe votare il proprio testo, non quello delle opposizioni. Dentro FdI, dove sono contrari a qualunque intervento, anche su questo giocano la loro partita. “Ma rischiano grosso - li avvertono i forzisti - perché noi, come la Lega, lasceremo libertà di coscienza”.











