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Corriere di Bologna, 24 settembre 2026

Il difensore di Gilberto Cavallini, l’avvocato Alessio Pomponi, ha presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo dopo che la Cassazione, nel luglio scorso, ha respinto il ricorso dell’ex Nar contro la decisione del tribunale di Sorveglianza di Perugia di revoca della semilibertà dovuta alla applicazione della sanzione penale dell’isolamento diurno disposta a seguito della condanna ricevuta nell’ambito del procedimento per la strage di Bologna. Cavallini aveva ottenuto la semilibertà nel marzo del 2017 ma il beneficio era venuto meno dopo la condanna in via definitiva all’ergastolo nel gennaio 2025 per concorso nella strage del 2 agosto del 1980 e la seguente e contestata applicazione dell’isolamento diurno.

“Davanti alla Corte di Strasburgo vengono denunciate, in particolare, la violazione degli articoli 3 e 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo - spiega Pomponi -. Il ricorso censura sia l’effetto automatico che ha interrotto un lungo e consolidato percorso trattamentale, sia le concrete condizioni di esecuzione dell’isolamento, che hanno determinato la sospensione delle attività rieducative, l’impossibilità di frequentare regolarmente la messa, le limitazioni nei colloqui spirituali e familiari e una compressione particolarmente grave della vita relazionale”.

Nel ricorso si afferma, inoltre, che dopo il trasferimento nel carcere di Parma, il 19 luglio 2026, Cavallini si troverebbe “in condizioni ulteriormente aggravate, con forti limitazioni all’ora d’aria, assenza di attività trattamentali e significative difficoltà nei contatti con l’esterno”.