Corriere di Rieti, 21 febbraio 2021
Segnalato un focolaio Covid nella casa circondariale nuovo complesso di Rieti. Una decina di detenuti sono infatti risultati positivi ai test sul coronavirus, effettuati nelle scorse ore e resi necessari dopo che alcuni detenuti hanno accusato i sintomi. Attivato, dunque, il protocollo, per evitare che il contagio si allarghi al resto della popolazione carceraria del complesso reatino.
Torna, così, la questione sollevata nei giorni scorsi sulle vaccinazioni in carcere; le strutture sono definite fragili, ma la somministrazione delle dosi ancora non è partita né per i detenuti - nonostante i continui richiami e appelli del Garante - né per la polizia penitenziaria, che non sta seguendo il percorso delle forze armate, già ampiamente immunizzate nei giorni scorsi.
La Cgil con una lettera aveva segnalato la disparità di trattamento, richiedendo un avvio celere delle immunizzazioni per gli agenti di Polizia Penitenziaria. Nella lista diramata da Asl, però, non figurano le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria, e questo aveva sollevato lo scontento dei sindacati.
Come la Fp-Cgil Rieti Roma: "Sono iniziate le vaccinazioni del personale appartenente alle forze dell'ordine con esclusione della Polizia Penitenziaria - si legge nella lettera che Ciro Di Domenico della Cgil ha inviato ad Asl, al Provveditore Regionale del Lazio, Abruzzo e Molise e alla direzione del carcere di Vazia - non comprendiamo la motivazione di codesta scelta discriminante, in quanto a nostro parere, non conforme alle direttive del Ministero della Salute, che non lasciano spazio a interpretazione.
Infatti, il Ministero della Salute, in collaborazione con la struttura del Commissario straordinario per l'emergenza Covid, Iss e Agenas, hanno elaborato un documento di aggiornamento al DM del 02/01/2021, documento denominato "Le priorità per l'attuazione della seconda fase del piano nazionale vaccini Covid-19".
Tale documento - conclude Di Domenico - indica la somministrazione del vaccino alle forze di polizia senza indicazioni di esclusioni, inoltre indica come comunità a rischio le realtà penitenziarie. Alla luce di quanto evidenziato e in rispetto delle direttive emanate dal Ministero della Salute, si chiede di rivedere celermente la mancata somministrazione del vaccino alla Polizia Penitenziaria".











