Adnkronos, 9 aprile 2015
La Fns-Cisl del Lazio denuncia un tentativo di suicidio avvenuto nei giorni di Pasqua nel carcere di Rieti da parte di un detenuto tunisino che, grazie all'intervento del personale di Polizia Penitenziaria, ha evitato il peggio.
La Fns Cisl segnala, inoltre, che all'interno dell'istituto penitenziario di Rieti sono presenti 239 detenuti, dei quali 164 sono stranieri. Un altro fatto ancora più grave è stata l'aggressione, avvenuta nella giornata di Pasqua presso l'Istituto di Velletri nella sezione isolamento dove, un detenuto magrebino, ha aggredito un assistente capo della Polizia Penitenziaria, 49enne, che ha riportato un trauma alla mano sinistra guaribile in 23 giorni. Si legge in una nota della Federazione Nazionale Sicurezza del Lazio.
"Occorre intervenire, quindi, al fine di evitare episodi del genere, aggressioni al personale e tentativi di suicidio da parte dei detenuti, aumentando sia il numero degli agenti ma anche quello del personale medico ed infermieristico. Occorre, comunque, allo stesso tempo inasprire le pene detentive per detenuti resosi responsabili di aggressione a danno del personale di Polizia Penitenziaria - dichiara la Fns Cisl Lazio, che aggiunge - "Anche il dato in aumento dei detenuti nelle 14 carceri del Lazio dimostra che qualcosa non funziona, basti pensare che la legge svuota carceri non ha dato i risultati sperati, eccetto i primi 7 mesi dove il sovraffollamento delle carceri lentamente diminuiva. Come si ricorderà sono state inserite importanti novità quali braccialetti elettronici, l'affido in prova, la detenzione domiciliare al fine di evitare la detenzione in carcere.
I dati che fornisce il Dap - Dipartimento Amministrazione Penitenziaria - dimostrano come continuano ad aumentare i detenuti nelle carceri del Lazio, al 31 marzo 2015, si rappresenta che i reclusi presenti nei 14 istituti della Regione Lazio risultano essere 5.816, 702 in più rispetto ai 5.114 posti disponibili, rispetto al 31 dicembre 2014 si registra in tre mesi un più 216 detenuti considerato che i detenuti erano 5.600. "Quello che preoccupa - sottolinea la federazione - è che se non viene ridotto il sovraffollamento nelle carceri difficilmente si potrà migliorare sia le condizione detentiva dei detenuti ma, anche, quella lavorativa del personale ed evitare eventi critici quali aggressione al personale e tentativi di suicidio dei detenuti stessi. La Fns Cisl Lazio non resterà ferma segnalando agli uffici competenti, come sempre ha fatto, i rischi che corre il personale che lavora in condizioni a dir poco sicuro".










