di Bruno Turci
Ristretti Orizzonti, 9 febbraio 2015
Le carceri italiane hanno bisogno di grandi cambiamenti, se ne è reso conto anche il Ministro della Giustizia, che ha deciso di indire gli "Stati Generali", dai quali dovrebbero essere ripensate le pene, dentro a un sistema realmente risocializzante per le persone private della libertà, volto a prepararle a reinserirsi nella società, producendo sicurezza per tutti i cittadini.
Perché è importante che gli Stati Generali siano organizzati qui nella Casa di reclusione di Padova con la collaborazione di Ristretti Orizzonti?
-Perché a Ristretti Orizzonti facciamo prevenzione e produciamo sicurezza incontrando, nell'arco dell'anno scolastico, non meno di seimila studenti delle scuole superiori di Padova e del Veneto, trasmettendo loro le nostre esperienze affinché possano riuscire a riconoscere quei meccanismi perversi, che portano le persone a compiere dei reati, che le allontanano dalla società e dalla famiglia. Questa attività consente a chi vi partecipa di guardare in modo nuovo alla propria responsabilità, e dà un senso alla pena.
-Perché abbiamo competenze dirette, giacché discutiamo quotidianamente di giustizia e carcere, e della necessità di modificare un Ordinamento Penitenziario che, dopo quaranta anni di vita, ha bisogno di essere rinnovato e adeguato a una società che ha al centro la comunicazione (mentre i figli dei detenuti, paradossalmente, per poter parlare con il genitore possono sperare al massimo in una telefonata di 10 minuti alla settimana da dividere con i fratelli e la madre).
-Perché rispetto alle vecchie consuetudini, che vedevano gli esperti e i volontari occuparsi dei detenuti, nella redazione di Ristretti Orizzonti, invece, i volontari operano insieme ai detenuti per costituire un patrimonio di esperienze e di competenze, che permetta di confrontarsi sulle reali esigenze di una nuova cultura della pena, affinché la pena abbia davvero un senso. Ed è paradossale che quasi nessuno abbia mai creduto opportuno confrontarsi anche con i detenuti, invece che unicamente con quegli esperti che hanno importanti competenze, ma non possono sapere come è fatta una cella d'isolamento o un letto di contenzione, che non hanno mai preso visione dello squallore di una sala colloqui dove i detenuti incontrano le madri, le mogli e i figli, che non hanno vissuto la sofferenza dei familiari che fuori dal carcere sotto la pioggia attendono di entrare a colloquio con i propri cari.
Per tutti questi motivi noi vorremmo potervi accogliere a Padova agli Stati Generali sulle carceri.











