di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 18 luglio 2021
Ipotesi allungamento dei termini per tutti i reati. In alternativa sconti di pena. Si svolgerà domani mattina l'atteso faccia a faccia tra il premier Mario Draghi e il suo predecessore e leader 5 Stelle Giuseppe Conte. Sul tavolo la riforma della giustizia penale e soprattutto il tema della improcedibilità sul quale restano le divisioni tra le forze politiche di maggioranza e tra magistrati e avvocati. Ad affacciarsi, nelle ultime ore, è l'ipotesi di una mediazione targata Pd con un pacchetto di integrazioni alle proposte Cartabia che sarà formalizzato martedì.
A confermarlo è il relatore al provvedimento, Franco Vazio, "stiamo valutando interventi come gruppo. Per attenuare alcune criticità che sono state evidenziate, fermo restando che l'impianto normativo è pienamente condivisibile. Non intendiamo snaturare la riforma, piuttosto proporre miglioramenti nel solco tracciato dalla Ministra. Resta poi lo spazio del relatore per accogliere e ulteriormente limare le proposte emendative presentate da tutti i gruppi. Sarà un lavoro molto attento che faremo insieme alla ministra Cartabia".
Nel merito, due sono le proposte che potrebbero costituire un punto di caduta condiviso anche dal Movimento 5 Stelle. La prima si muove sui binari della improcedibilità, sanzione processuale che sarebbe confermata se il processo non rispettasse tempi predefiniti.
Dove la novità starebbe nella cancellazione di una lista chiusa di reati peri quali i limiti di 2 anni in appello e di i in Cassazione possono essere aumentati. Si darebbe invece all'autorità giudiziaria davanti alla quale si svolge il giudizio di allungare i termini nei parametri previsti (1 anno in appello e 6 mesi in Cassazione), quando il processo è particolarmente complesso (per numero, parti, per pluralità di capi d'imputazione, per difficoltà delle questioni di fatto e di diritto da trattare), per tutte le tipologie di reato.
Con la possibilità eventuale di un'estensione più ampia solo per alcune categorie di reati. Una soluzione che permetterebbe di potere contare su una finestra più ampia di tempo, tale da impedire nei fatti casi di improcedibilità soprattutto nei sette distretti di Corte d'appello più in difficoltà. L'altra soluzione, che si allontanerebbe però almeno in parte dagli emendamenti Cartabia, potrebbe passare, per il Pd, dalla sostituzione dell'improcedibilità immediata con sconti di pena se i processi sforano i limiti previsti.
Lasciando però una disposizione di chiusura che sancisca sotto forma di prescrizione oppure, meglio, di improcedibilità, la fine di quei procedimenti che restano giacenti per troppo tempo. Quanto ai tempi, Vazio non alza le barricate, pur confermando in linea di massima, l'approdo in aula per il 23, in ogni caso "il nostro compito ora non è fare battaglie sulle date, ma è lavorare con attenzione e intensità. La volontà è quella di chiudere al più presto. Andare a dopo la pausa estiva non mi pare percorribile".
Per Enrico Costa di Azione, però i tempi sono del tutto irrealistici: "con la data di martedì alle i8 per la presentazione dei sub-emendamenti, è impossibile iniziare a votare prima di mercoledì pomeriggio 70o emendamenti circa. Poi bisogna mandare il testo alle altre commissioni per i pareri e dare mandato al relatore. Tutto entro giovedì?". E per Costa la responsabilità è da attribuire soprattutto ai 5 Stelle che guidano la Commissione Giustizia con Mario Perantoni.











