di Davide Varì
Il Dubbio, 13 gennaio 2023
La riforma Cartabia che prevede, in caso contestata di aggravante del metodo mafioso o dell’agevolazione mafiosa che i reati diventino procedibili a querela di parte sta facendo discutere giuristi e politici. Per il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia “le recenti notizie di stampa in ordine alla probabile revoca di misure cautelari per reati diventati procedibili a querela, pur quando sia contestata l’aggravante del metodo mafioso o dell’agevolazione mafiosa, impongono un ripensamento, in tempi rapidi, delle scelte del legislatore”.
Santalucia aggiunge: “In presenza di tal tipo di aggravanti anche il reato che, in astratto, può sembrare di non particolare gravità, assume una fisionomia incompatibile con l’affidamento alle singole persone offese della possibilità di perseguirlo in concreto, secondo logiche di deflazione del carico giudiziario che sono accettabili soltanto in riferimento a reati autenticamente bagatellari”.
Da via Arenula si precisa che “ci sono due anni di tempo per tutti gli eventuali necessari correttivi alla riforma Cartabia. Per la vicepresidente del Senato e responsabile Giustizia del Pd, Anna Rossomando, però “le parole del presidente dell’Anm Santalucia meritano attenzione. Ci impegniamo da subito affinché, con un intervento normativo con carattere d’urgenza, nei casi in cui viene contestata l’aggravante mafiosa, i reati siano perseguibili d’ufficio”.
Gian Luigi Gatta, ordinario di Diritto penale e consigliere giuridico della ex ministra Cartabia, invece chiarisce: “L’aggravante del metodo mafioso è stata introdotta dopo le stragi di mafia degli anni novanta, da più di trent’anni, quando il codice già prevedeva oltre quaranta reati procedibili a querela. Ci si preoccupa oggi, quindi, di un problema che, se esiste, esiste da trent’anni, ben prima della riforma Cartabia”.
In una nota il senatore dei Cinque Stelle, Roberto Scarpinato, fa sapere che il Movimento ha presentato un disegno di legge “a mia prima firma”, per modificare la riforma Cartabia. “La nostra proposta - si legge nella nota del senatore Scarpinato stabilisce che nei casi in cui ricorrano le circostanze aggravanti della finalità terroristica e del metodo mafioso, il delitto sia sempre procedibile d’ufficio. Ci siamo mossi appena sono entrate in vigore le nuove norme e nei giorni successivi i fatti di cronaca ci hanno purtroppo dato ragione. È notizia di oggi la richiesta di revoca della misura cautelare per tre uomini di Cosa nostra accusati di sequestro di persona e lesioni, con l’aggravante del metodo mafioso. Ma proprio su quest’ultimo episodio il professor Gatta fa notare che E sempre a proposito del caso “le lesioni guaribili in venti giorni, se aggravate dal metodo mafioso, erano già procedibili a querela prima della riforma Cartabia”.










