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di Liana Milella

La Repubblica, 15 aprile 2022

L’ex procuratore di Milano e leader dell’Anm, Bruti Liberati, non salva quasi nulla della riforma. Boccia, nell’ordine, la legge elettorale, il fascicolo delle singole toghe, l’illecito sulla presunzione d’innocenza. E sulle porte girevoli commenta: “La politica le chiude, l’onorevole Ferri propone il modello open space”.

Riforma “dannosa e vendicativa”. Il fascicolo per ogni magistrato? “Con i punteggi entriamo nell’assurdo”. L’illecito sulla presunzione di innocenza? “Demagogico”. Il sorteggio dei distretti elettorali? “Mito della casualità più ossessione del contrasto alle correnti producono nonsense”. Le porte girevoli? “La politica le chiude per i magistrati parlamentari, ma con l’onorevole Ferri propone il modello open space”. La riforma è un flop, ma l’ex procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati, leader dell’Anm quando la magistratura scioperò contro le riforme di Berlusconi, non si schiera adesso per l’astensione verso cui sta andando l’Anm di Giuseppe Santalucia. Ha seguito la nottata del voto in commissione Giustizia sulla riforma del Csm e adesso parla con Repubblica.

Il suo in effetti fu l’ultimo sciopero “importante” delle toghe. Adesso - dopo anni di sole proteste a mezza bocca - i suoi colleghi ne vogliono fare uno contro la legge Cartabia. Ci sta oppure no?

“Tra i magistrati di base c’è un sentimento diffuso di frustrazione per riforme ispirate a intenti punitivi. Mentre troppo poco si fa per migliorare l’efficienza del sistema. Spetterà proprio all’Anm e alle vituperate correnti canalizzare i sentimenti di protesta in una critica costruttiva”.

Ammetterà che la decisione sulla separazione delle funzioni - un solo passaggio dopo 10 anni di lavoro - assomiglia proprio a una separazione delle carriere. Rischia dal punto di vista costituzionale?

“Finché ci sarà un’unica carriera, come prevede la Carta, limitare così i passaggi è un non senso. Solo dopo un primo trasferimento e uno scambio proficuo di esperienze il magistrato potrà fare una scelta meditata: due passaggi dovrebbero essere consentiti”.

Anche il fascicolo delle performance del magistrato può rischiare un ricorso perché trasforma in elementi di punteggio e di valutazione ai fini della carriera le decisioni assunte sul piano giurisdizionale? Nell’idea di Costa di Azione, che lo ha proposto e ha vinto la battaglia, se un pm perde molti processi vuol dire che non è bravo e non va promosso...

“Una disposizione inutile e dannosa. I gradi di giudizio presuppongono la possibilità di valutazioni diverse; capita che un’interpretazione minoritaria qualche tempo dopo divenga quella assestata. Se un pubblico ministero avesse il 100% dei successi non si direbbe che quel pm è un genio, ma che i giudici successivi si sono “appiattiti” sull’accusa. Stabiliamo un numero diverso, 75, 80 o 60 per cento? Con i punteggi entriamo nell’assurdo, che tale rimane anche se si pretende di nobilitarlo con l’inutile anglismo della paroletta ‘performance’“.

Una grande battaglia c’è stata sull’illecito disciplinare per chi viola la presunzione d’innocenza. Ma alla fine, anche in questo caso, ha vinto Costa, l’illecito ci sarà e punirà chi aggira la conferenza stampa prevista solo per ragioni pubbliche. Giusto, o sbagliato? E che conseguenze avrà?

“La norma sulla presunzione di innocenza è un importante richiamo di un principio spesso dimenticato, ma ha preteso di ingessare le modalità della comunicazione. A demagogia si aggiunge demagogia, minacciando sanzioni disciplinari impraticabili a fronte di norme del tutto imprecise. Ancora una volta una logica punitiva nei confronti della magistratura, quando invece la sfida è operare per una deontologia della comunicazione da parte di tutti magistrati, avvocati e operatori della comunicazione”.

Lei è un esperto di leggi elettorali del Csm. La Bongiorno aveva proposto il sorteggio dei collegi, ma solo a una settimana dal voto. Adesso, dopo le modifiche alla sua stessa proposta fatte da via Arenula, per esempio il sorteggio 4 mesi prima, ormai lei stessa la battezza ex Bongiorno e la vota a fatica. Ma alla fine, tra sorteggio dei distretti e sistema maggioritario binominale, lei vede effettivamente un sistema anti correnti?

“Fino ieri andava di moda lo slogan “piccoli collegi maggioritari uninominali per avvicinare candidati ed elettori”. Oggi contrordine: sorteggio dei collegi. Il magistrato di Udine voterà tra i candidati di Catania. Assecondando la moda, tirerà i dadi per esprimere il suo voto o chiederà di accedere al fascicolo delle performance dei candidati, ovvero chiederà indicazioni a un suo collega di Catania che ha conosciuto in un’iniziativa della corrente cui entrambi fanno riferimento? Mito del sorteggio più ossessione del contrasto alle correnti producono nonsense”.

Alla fine considera almeno risolutive le scelte sulle porte girevoli?

“Finalmente rigide regole di incompatibilità per le amministrazioni locali, che sono il problema più sentito e sul quale per anni non si è fatto nulla nonostante le ripetute sollecitazioni dell’Anm. Ma la politica lancia un messaggio contraddittorio: chiude le porte girevoli per i magistrati parlamentari, ma con l’onorevole Ferri propone il modello open space. Da magistrato in aspettativa e sottosegretario alla Giustizia ha fatto campagna elettorale per suoi candidati al Csm. Come parlamentare nel 2019 ha partecipato alla famosa riunione all’Hotel Champagne dove si trattava della nomina del procuratore di Roma. Adesso, a sottolineare la sua posizione di parlamentare, fa valere le sue prerogative contro le intercettazioni. Infine è il parlamentare che rappresenta il suo partito nel confronto sulle norme da introdurre per evitare che si riproducano episodi come quello dell’Hotel Champagne”.

Questa doveva essere una legge anti-Palamara, secondo lei complessivamente lo è? Mattarella aveva chiesto questo, e per questo lo hanno applaudito alla Camera.

“La proposta Cartabia ha corretto storture della proposta Bonafede e contiene alcune innovazioni utili e ragionevoli. Il dibattito parlamentare si è attardato su rigidità e demagogie. Almeno ora, svoltata questa pagina più male che bene, magari ci si potrà impegnare a misure concrete per una giustizia più efficiente. Due temi finora sono stati ignorati. Primo, il ritorno al ringiovanimento dell’ingresso in magistratura con l’accesso al concorso subito dopo la laurea richiede un deciso impegno sul tirocinio iniziale dotando la Scuola superiore della magistratura del personale docente necessario. Secondo, ma qui entro nell’isola di Utopia, portare a termine la incompiuta riforma della geografia giudiziaria sopprimendo quattro Corti di Appello e una ventina di Tribunali, con il recupero di circa cinquecento magistrati e la soppressione di una cinquantina di posti direttivi e semidirettivi”.