di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 19 aprile 2022
La riforma del Csm firmata Marta Cartabia arriva questa mattina alle 11 in aula alla Camera e il suo iter non sarà semplice: l’accordo raggiunto in commissione Giustizia non soddisfa due partiti di maggioranza, Lega e Italia Viva, e quindi in aula la maggioranza si spaccherà.
Il governo ha deciso di non mettere la fiducia e così i partiti sono liberi di presentare e far votare i propri emendamenti. Lo faranno i renziani e i leghisti che voteranno anche quelli dell’opposizione di Fratelli d’Italia. Se Iv ha già annunciato che si asterrà sul provvedimento - il dissenso riguarda soprattutto il meccanismo di elezione del Csm - la Lega presenterà sue proposte legate ai referendum del 12 giugno: una più netta separazione delle carriere (il testo attuale prevede una separazione delle funzioni dando la possibilità di scegliere una volta nei primi dieci anni), la responsabilità diretta dei magistrati (quesito cassato dalla Consulta) e il voto diretto degli avvocati nei consigli giudiziari.
Inoltre la Lega ha annunciato che voterà gli emendamenti di FdI su separazione delle carriere e responsabilità diretta dei pm. Su richiamo del ministro de Rapporti col Parlamento, Federico d’Incà, Pd, M5S e Forza Italia hanno annunciato che ritireranno i propri emendamenti per blindare i numeri alla Camera. Così non faranno Lega e IV che però sono in minoranza: i loro emendamenti, quindi, non passeranno. Ma quello di oggi sarà l’assaggio di quello che succederà presto in Senato dove i numeri sono più risicati e la riforma rischia di bloccarsi.










