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di Francesco Grignetti

La Stampa, 9 aprile 2022

Si tratta dell’ipotesi emersa alla riunione tra il ministro Marta Cartabia e la maggioranza dedicata alla riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm.

Sorteggiare non i distretti di Corte d’appello per formare i collegi elettorali del Csm, bensì le Regioni: è l’ipotesi emersa alla riunione tra il ministro Marta Cartabia e la maggioranza dedicata alla riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm.

Lo apprende l’Ansa da quanti hanno partecipato all’incontro. Altro nodo è la separazione delle funzioni, sulla quale si ipotizza la possibilità per il magistrato di un solo passaggio da una funzione all’altra. L’aggiornamento della riunione alle 17 serve per le verifiche tecnico-legislative e perché ciascun capogruppo si confronti con i vertici del proprio partito.

L’insistenza di Cartabia sui dubbi di costituzionalità del sorteggio temperato, sostenuto da Fi, Lega e Iv, ha portato a prendere in seria considerazione l’idea del sorteggio nella formazione dei collegi, su cui esiste un emendamento della Lega, ed anche una vecchia proposta di Carlo Smuraglia (membro laico del Csm dal 1986 al 1990), poi tradotta anche in un ddl. La novità tuttavia sarebbe stata tirata fuori da Fi: nella formazione dei collegi si potrebbero sorteggiare non le 26 sedi di Corte d’Appello, bensì le 20 regioni italiane.

Fi avrebbe anche chiesto di abolire la quota di recupero proporzionale che gli emendamenti Cartabia prevedono, ma gli esponenti del Pd hanno detto che sono irremovibili nel difenderla. Per quanto riguarda la separazione delle funzioni, che il ddl Bonafede e gli emendamenti Cartabia fissano in un limite massimo di due passaggi di funzione, a fronte di nessun passaggio proposto da FI e Lega, l’ipotesi a cui si lavora è di un solo passaggio. Fi vorrebbe che ci fosse anche un limite temporale entro cui il magistrato deve fare l’opzione, per esempio 10 anni, limite contro cui si schiera M5s. In proposito ci sono delle difficoltà pratiche legate alle assegnazioni nelle varie sedi. Anche su tale punto il ministero sta svolgendo verifiche tecnico-legislative. I partecipanti interpellati dall’Ansa hanno affermato che visti i notevoli passi avanti, potrebbe essere chiuso un accordo complessivo in serata.