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di Ilaria Sacchettoni

Corriere della Sera, 12 novembre 2025

L’associazione dopo la disponibilità del Guardasigilli al dibattito: “Noi presenti se ci saranno le condizioni”. Confronto televisivo sulla riforma della Giustizia sì o no? La risposta giusta è “dipende”, secondo il segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) Rocco Maruotti il solo che abbia voglia di entrare nel merito della questione mentre il presidente Cesare Parodi la liquida così: “Non c’è ancora nulla di certo”.

Se infatti il ministro della Giustizia Carlo Nordio si è detto disponibile a una sfida tivù purché avvenga con il presidente dell’Anm, dentro l’associazione si è aperta una riflessione che Maruotti sintetizza in questa maniera: “La magistratura non si è mai sottratta al confronto e anzi lo ha sempre cercato sebbene dal governo non vi sia mai stata una reale apertura al dialogo sui contenuti. Riguardo all’incontro televisivo, se ci saranno le condizioni, la magistratura sarà presente con un suo rappresentante”. 

Si va per vincere, non per apparire. Ma per Maruotti è vera la voce secondo cui vi sarebbero divisioni all’interno riguardo al fatto di schierare proprio Parodi in un confronto con Nordio? “Nessuna sfiducia nelle capacità di Parodi di spiegare al meglio, come già ha fatto, le ragioni della nostra contrarietà alla riforma” è la premessa del segretario. Non teme il dibattito interno: “I magistrati dialogano e si confrontano, sempre con spirito costruttivo, perché la magistratura non è un monolite”. L’Anm, nei giorni scorsi, ricorda Maruotti, ha promosso la costituzione del comitato per il No alla separazione delle carriere, guidato dal costituzionalista e avvocato penalista Enrico Grosso. Una mossa che svela l’impegno a un confronto con tutti i cittadini includendo la voce di chi non appartiene, strettamente, alla categoria.

Dentro l’associazione si guarda ora a tempi e modi per affrontare il tema del referendum. La riforma della Giustizia è questione particolarmente tecnica e difficilmente comprensibile per la maggior parte delle persone. Quando si chiede a Maruottti se i cittadini non saranno “spaventati” da un tema con implicazioni fortemente tecniche, affiora, forse, l’ultima perplessità sull’efficacia del confronto a favor di telecamere: “Proprio perché il tema è tecnico è necessario spiegarlo ai cittadini senza ricorrere a slogan, per aiutarli a comprendere che i primi a pagare le conseguenze di questa revisione costituzionale saranno loro. Riducendo l’autonomia della magistratura si restringe la tutela dei diritti di tutti”.