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di Francesco Grignetti

La Stampa, 13 gennaio 2023

“Nessuna querela per paura”. Tre mafiosi non perseguibili a Palermo per effetto della riforma Cartabia l’Anm: serve intervento d’urgenza. Maggioranza e opposizione unite: “Correzioni necessarie subito”.

I magistrati l’avevano detto, da ultimo il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, ieri su questo giornale: la riforma Cartabia impone la querela di parte per molti reati anche gravi, ed è grave che non tenga in conto l’aggravante mafiosa. Così è per il sequestro di persona, le minacce, le lesioni. Puntualmente, ieri, è esploso il caso di tre mafiosi palermitani, detenuti per avere sequestrato e picchiato due rapinatori che non avevano rispettato le prescrizioni del clan. Giuseppe Calvaruso, reggente del mandamento Pagliarelli, e i suoi “soldati” Giovanni Calvaruso e Silvestre Maniscalco, oltre ai reati di associazione mafiosa ed estorsione, rispondevano di sequestro di persona e lesioni aggravate dal metodo mafioso. Siccome le due vittime non se la sentono di firmare la querela contro i mafiosi, i tre non potranno essere perseguiti per questi reati. Restano comunque in carcere per tutto il resto. A Reggio Calabria, invece, due ladri seriali in treni merci la faranno franca perché non si trovano le vittime e quindi manca la querela.

La storia di Palermo ha fatto esplodere le polemiche. L’Anm chiede un intervento d’urgenza sull’aggravante mafiosa. D’altra parte la legge stessa prevede che il governo possa apportare correzioni con decreti legislativi nei prossimi 2 anni. E se due giorni fa il partito di Giorgia Meloni si era detto favorevole a modifiche, lo stesso si pensa nella Lega. “In tempi non biblici - spiega la senatrice Giulia Bongiorno - dovremo fare tutte le correzioni necessarie”. Per la Lega si dovrà cambiare la norma sul concordato in appello, anche perché si teme che questo disincentivi i patteggiamenti in primo grado.

Eppure la Lega aveva votato questa riforma, anche se di malavoglia, come peraltro il M5S che ora si straccia le vesti. “Alcuni aspetti tecnici io li avevo segnalati a Marta Cartabia più volte, senza convincerla, purtroppo”, dice ancora Bongiorno.

Su un intervento d’urgenza concorda anche l’opposizione. Il senatore Roberto Scarpinato, M5S, magistrato prestato alla politica, ha già depositato un disegno di legge: “Rendere perseguibili solo a seguito di querela della vittima reati come lesioni personali, violenza privata, minaccia, sequestro di persona - dice - determina il serio rischio di estendere il campo dell’impunità. Quel che più si sottovaluta, è che quei reati sono consumati non solo da esponenti della criminalità comune, ma anche da appartenenti alle mafie che si avvalgono della forza dell’intimidazione”. “È un fatto di una gravità inaudita - dice anche Angelo Bonelli, dei Verdi - e dovrebbe essere in primis l’ex ministra Cartabia, proponente della riforma, ad ammettere il proprio errore, compiendo un atto di intelligenza. Sarebbe un atto di giustizia per il Paese e di contrasto alla criminalità organizzata modificare subito questa norma perché è inammissibile”. Pure il Pd è pronto ad appoggiare una correzione in corsa. Sostiene Anna Rossomando, responsabile Giustizia: “Le parole del presidente Santalucia meritano attenzione. Ci impegniamo da subito affinché, con un intervento normativo con carattere d’urgenza, nei casi in cui viene contestata l’aggravante mafiosa, i reati siano perseguibili d’ufficio”.

Lo stesso consulente della ex ministra Cartabia, il professor Gian Luigi Gatta, ammette che qualche correzione andrà fatta. “Non ho la presunzione di dire che la riforma sia perfetta”, riconosce. “Però, se vogliamo essere seri, bisogna dire che l’aggravante mafiosa, introdotta nel codice negli Anni Novanta, deve valere per tutti i reati del codice”. Altra modifica che Gatta riconosce necessaria, è sulla procedura: “Dobbiamo pensare ad un periodo congruo per presentare la querela quando ci sia la possibilità di un arresto in flagrante. Almeno 48 ore. Non si può pretendere che se ci rubano dentro l’auto di notte, il proprietario sia lì presente”