di Cristiana Mangani
Il Messaggero, 27 luglio 2019
Nella maggioranza è braccio di ferro sulla prescrizione e sulla separazione delle carriere dei magistrati. La bozza della riforma della giustizia del Guardasigilli Bonafede è passata dalle mani del ministro Bongiorno agli esperti della Lega e infine a Salvini. Giudizio unanime: "È una riformicchia. Così non si accelerano i processi. Piuttosto è meglio non far nulla".
Il partito di via Bellerio non demorde e ha già pronta una sua proposta. Ma M5s e Lega giocano una partita a scacchi, con Salvini che aspetta che sia il responsabile di via Arenula a mostrare le carte e a portare il suo testo in Cdm. Per bocciarlo. L'accusa è che Bonafede vuole una legge delega al governo, che vuole carta bianca per presentare un pacchetto completo che comprende sia la riforma dell'ordinamento penale che quello civile. E così ieri il vicepremier leghista ha stuzzicato l'alleato di governo: "La bozza non mi piace perché non taglia i tempi dei processi, non separa le carriere, non introduce il merito".
Gli ha risposto la presidente della commissione Giustizia della Camera: "Separazione delle carriere? A noi - ha osservato M5S Businarolo - non è mai piaciuta e non è nel contratto di governo. C'è chi gode a stressare la maggioranza".
Sulla separazione delle carriere il Pd non è d'accordo e si è opposto alla richiesta di Fi di tagliare il numero di audizioni per portare il provvedimento in Aula. Mentre Bonafede discute con i magistrati sulla riforma del Csm (l'Anm è contraria al sorteggio), si profila in realtà un nuovo braccio di ferro sulla prescrizione. La riforma voluta da M5s entrerà in vigore a gennaio, ma la Lega punta ad una nuova legge per bloccarla, qualora non si arrivi anche all'accelerazione dei processi.










