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di Barbara Millucci

Corriere della Sera, 27 febbraio 2023

Domani entra ufficialmente in vigore la riforma della giustizia civile firmata da Marta Cartabia. L’emendamento del governo alla legge di Bilancio 2023 ne ha anticipato l’entrata in vigore al 28 febbraio, anziché al 30 giugno come inizialmente previsto. Un anticipo di quattro mesi che ha spiazzato avvocati ed addetti ai lavorii. Molti lamentano criticità in particolare sugli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie in materia di diritto del lavoro.

Uno dei punti su cui maggiormente si discute, nell’ambito della riforma del processo civile, che tra le altre cose cambierà le modalità di divorzi e separazioni, è la “negoziazione assistita”. Si tratta di un rito stragiudiziale alternativo da tempo adottato nel processo ordinario. Un accordo con il quale le parti, assistite da legali, convengono di cooperare per risolvere in via amichevole una controversia.

Pro e contro - Se per alcuni, come l’ocf (Organismo congressuale forense) è inapplicabile per la mancanza di mezzi, risorse e personale per la giustizia, per altri, come l’agi (Avvocati Giuslavoristi Italiani), la manovra è utile per abbattere i tempi del processo nei termini imposti dal Pnrr (40 per cento in meno per il civile e 25 per cento per il penale) e snellire così il sistema giuridico. “Nella nuova riforma del processo civile, abbiamo contribuito con le nostre osservazioni e proposte al superamento del Rito Fornero e all’estensione della negoziazione assistita agli avvocati in materia di lavoro”, afferma Tatiana Biagioni, presidente Agi.

“Il legislatore ha finalmente ampliato il ventaglio degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie in materia di lavoro, consentendo al dipendente di disporre dei propri diritti, anche al di fuori delle così dette sedi protette, purché assistito da almeno un avvocato”, dice ancora Biagioni. L’intervento legittima l’avvocato a gestire l’intero procedimento stragiudiziale, che non costituisce comunque condizione di procedibilità dell’eventuale domanda giudiziale. La negoziazione stragiudiziale delle controversie di lavoro - continua Biagioni - è strategica in chiave deflattiva ma anche nel comune interesse di imprese e lavoratori nel conseguire certezze in tempi brevi. La rapidità del procedimento per la soluzione alternativa della controversia rispetto al giudizio, previene l’inasprimento dei conflitti, e appare auspicabile in questo periodo di difficoltà e potenziale crescita delle tensioni sociali. Per Biagioni si tratta in sintesi di “uno strumento ulteriore di buona giustizia che oltretutto ridà centralità al ruolo degli avvocati, in una nuova stagione per una avvocatura che punta a una formazione di qualità”.

Scettici e contrari sull’emendamento del governo il Consiglio nazionale forense e l’organismo congressuale forense che riscontrano diverse incongruenze. “L’emendamento governativo alla legge di Bilancio, con l’anticipazione delle principali novità del rito civile appare irragionevole visto il caos in cui getterà cancellerie, magistrati e avvocati”, rendono noto entrambi.