di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 giugno 2026
Vince, almeno per ora, la linea della stasi sulla giustizia. Il primo round sulla partita finale rispetto alle riforme da portare eventualmente a casa entro il termine della legislatura sembra esserselo aggiudicato Fratelli d’Italia, che è riuscito a frenare al momento l’offensiva di Forza Italia volta a scongelare diversi dossier sul tema. È quanto emerso dalla riunione che si è tenuta al ministero della Giustizia nella tarda mattinata di ieri. Un’ora e mezza di faccia a faccia tra il guardasigilli Carlo Nordio, il suo vice Francesco Paolo Sisto, i sottosegretari Alberto Balboni e Andrea Ostellari, i capigruppo dei partiti di maggioranza, il presidente della commissione Giustizia della Camera Ciro Maschio e altre prime linee dei partiti su questo fronte. Assente Noi Moderati. Alla fine è stato decretato lo stand-by e il rinvio a martedì prossimo per un nuovo “tavolo”.
Al termine dell’incontro, la presidente dei senatori di FI Craxi, che insieme al capogruppo alla Camera Costa aveva sollecitato il vertice per ridare slancio alla giustizia nonostante la sconfitta referendaria, ha parlato di “incontro molto proficuo e di grande concordia: ci rivedremo presto per stabilire i tempi dei provvedimenti”. Anche il neo sottosegretario Balboni ha definito la riunione “positiva” e ha spiegato che è consistita in “una verifica dello stato di avanzamento dei ddl in corso d’esame”. Ha smentito contrasti tra le forze che sorreggono il governo: “Nessuna distanza, si tratta solo di studiare insieme gli emendamenti presentati ed eventualmente da presentare. Ci ritroveremo a breve per chiudere il cerchio”. L’altro sottosegretario, il leghista Ostellari, ha parlato di “incontro programmatico a cui ne seguiranno altri. È stato utile per il prosieguo dell’azione di governo e di maggioranza”.
Non è stata presa, dunque, alcuna decisione operativa, non solo per inevitabili divergenze politiche in cerca di una sintesi ma anche per il fatto che intorno al tavolo del dicastero ci fossero sedute circa venti persone, ognuna delle quali ha preso la parola. Ma quali sono stati i temi posti sul tavolo? FI ha riproposto la responsabilità civile dei magistrati, Nordio ha ribadito la sua contrarietà a favore invece di una più rigorosa e severa attività disciplinare del Csm. Il guardasigilli più volte, infatti, ha ripetuto in questi mesi che “il magistrato che sbaglia non deve pagare con il portafoglio: deve pagare con la carriera, deve cambiare mestiere”. Alla fine gli azzurri sono riusciti a strappare agli alleati l’apertura di un “tavolo di coalizione” che nei prossimi mesi riesca a capire quali sono i punti di caduta condivisi tra i partiti per riproporre la questione pure nella prossima legislatura.
Si è poi discusso di gip collegiale. Il problema qui, da quanto appreso, sarebbe di natura tecnica e non politica. È stato fatto notare al ministro che in due anni non sono stati compiuti i giusti passi, a partire dall’aumento e dalla redistribuzione degli organici fino all’adeguamento dei sistemi digitali, per arrivare pronti al 25 agosto, data in vigore della norma. Nordio avrebbe risposto “ad impossibilia nemo tenetur” (“nessuno può essere costretto a cose impossibili”). Il rinvio della normativa in ogni modo non dovrebbe essere disposto nel prossimo Consiglio dei ministri ma in uno di quelli successivi, e sarebbe comunque alla prossima primavera.
Restano le divisioni sullo stop al sequestro indiscriminato degli smartphone e sulla prescrizione . Gli azzurri avrebbero voluto accelerare su entrambi i provvedimenti e arrivare quanto prima in Aula, almeno a luglio. Si tratta, com’è noto, di due norme approvate già in un ramo del Parlamento e che hanno subìto un rallentamento una volta approdate nell’altra Camera. Per quanto concerne la legge che vorrebbe dare al gip e non più al solo pm il potere di autorizzare il sequestro degli smartphone, già passata al Senato, FI ha chiesto di arrivare in Aula e aprire la discussione sugli emendamenti. Mentre Fratelli d’Italia, prima di confermare l’inserimento nel calendario di Montecitorio, vorrebbe trovare preventivamente una quadra sulle proposte di modifica. In ballo c’è quella firmata da Chiara Colosimo, che neutralizza le nuove norme in tutti i processi di criminalità organizzata. Sul passaggio dall’improcedibilità alla “nuova” (si fa per dire) prescrizione, già approvata alla Camera, la strada sembrerebbe meno in salita. Come si dà conto nell’intervista al viceministro Sisto sul giornale di oggi, la soluzione sarebbe da rintracciare in una norma transitoria che non dovrebbe necessariamente andare incontro a una bocciatura da parte della Corte costituzionale.
FdI avrebbe fatto poi un elenco di altri provvedimenti che pendono in commissione, come la proposta di legge “Liberi di scegliere”, nata per proteggere i minori e le famiglie che vogliono allontanarsi dai contesti di criminalità organizzata e mafiosa, e le nuove norme sul legittimo impedimento. La Lega si sarebbe concentrata sulla geografia giudiziaria, rilanciando l’apertura del Tribunale della Pedemontana a Bassano del Grappa, su cui è già in discussione un provvedimento, ma anche su aspetti che riguardano la giustizia minorile.
Sempre ieri il presidente dell’Unione Camere penali Francesco Petrelli e il delegato della giunta Ucpi all’informatizzazione Gian Luca Totani hanno incontrato Sisto, Antonella Ciriello (Capo dipartimento per l’Innovazione tecnologica della giustizia) e Paolo Abbritti (direttore per i Servizi applicativi). Si è trattato, si legge in una nota dei penalisti, “di un significativo momento per la rivitalizzazione di quel canale di interlocuzione indispensabile nel percorso di piena attuazione del penale telematico”. Confermato oggi l’incontro fra Nordio e la stessa Ucpi, che aveva sollecitato un faccia a faccia dopo il caso degli avvocati intercettati nel carcere di Perugia.










