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newsrimini.it, 13 maggio 2023

I bagni delle celle attigui all’angolo cottura e direttamente comunicanti con la zona dei letti. Questo, purtroppo, è quello che accade nella prima sezione del carcere di Rimini che ospita attualmente 32 detenuti (9 in più della capienza). Un trattamento inumano e degradante, in violazione dell’articolo 3 della convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Una situazione, più volte denunciata dai radicali riminesi e dalla Camera Penale, e ora messa nero su bianco in una ordinanza del magistrato di sorveglianza di Bologna che (dopo una visita in carcere) ha riconosciuto ad un detenuto il risarcimento connesso alla privazione delle condizioni minime dignitose di detenzione.

“È intollerabile che sul nostro territorio ci sia una situazione così grave - dice Ivan Innocenti, consigliere del Partito Radicale - /noi chiediamo che quella sezione debba subito essere chiusa e fare in modo che venga rapidamente ristrutturata”.

La sezione, che presenta anche problematiche di carattere sanitario evidenziate dall’Ausl (nel novembre 2021 aveva parlato di “rischio sanitario per i detenuti”), è infatti destinata da tempo ad un intervento di ristrutturazione ma i tempi non sono certi. Non mancano poi altre criticità: 139 detenuti su una capienza di 118 posti, personale penitenziario sottodimensionato (a fronte di un organico di 150, gli effettivi sono 114 ma 13 tra poco andranno in pensione e 14 sono in malattia prolungata).

Ombre ma anche luci. La situazione ai Casetti, evidenziano radicali e legali della Camera Penale, è migliorata. Finalmente c’è un direttore a tempo pieno e di grande competenza, Palma Mercurio, e dopo 4 anni è stato nominato il Garante dei detenuti Giorgio Galavotti che oggi ha partecipato alla visita in carcere. Vi si recherà ogni venerdì per raccogliere le sollecitazioni dei detenuti.

Tra le priorità, aprire la struttura alla città avvicinando anche le imprese (con debite agevolazioni) e permettendo così ai detenuti di avere una prospettiva di lavoro una volta fuori, abbassando il tasso di recidiva che nel riminese è purtroppo molto alto.

Altra urgenza, con l’estate alle porte e il consueto picco di detenuti, far sì che in carcere ci stia solo chi deve: ci sono infatti persone che potrebbero scontare la pena ai domiciliari ma non hanno un posto in cui andare. A questi potrebbe, e forse dovrebbe, cercare di dare risposte il comune e il garante Galavotti si farà carico di portare avanti anche queste istanze nei confronti dell’amministrazione.