di Lorenzo Muccioli
Il Resto del Carlino, 18 febbraio 2025
Gli avvocati si astengono dal lavoro per protestare contro il sovraffollamento nell’istituto occupato al 123%. Carcere sovraffollato. E i penalisti riminesi si mettono in ‘pausa’. Sarà un’astensione dal lavoro di protesta quella che andrà in scena domani e dopodomani al Tribunale di Rimini, con la camera penale che, in attuazione di quanto deliberato dal Coordinamento delle camere penali del distretto dell’Emilia-Romagna, ha proclamato l’astensione degli avvocati di Rimini per le giornate del 19 e 20 febbraio.
L’astensione è “volta a denunciare le drammatiche condizioni nelle carceri del distretto”, rende noto il direttivo della camera penale. Il sovraffollamento degli istituti penitenziari “ha raggiunto livelli insostenibili”, sostiene ancora la camera penale, che sottolinea come il carcere di Rimini registri una occupazione del 123%, dato elevato ma comunque tra i più bassi in regione se paragonato con Bologna (175%) o Ravenna (173%). “Pressoché ovunque si riscontrano condizioni di detenzione degradanti, frequenti suicidi e rilevanti carenze di organico”, continua la camera penale di Rimini.
“Molte delle carenze dell’Amministrazione penitenziaria trovano soluzione solo grazie all’impegno di una rete di associazioni di volontariato, che svolgono un ruolo di supplenza dello Stato in ambiti cruciali per la vita personale e relazionale dei detenuti. Le specifiche criticità della casa circondariale di Rimini sono note da tempo - spiega ancora il direttivo -: ambienti ammalorati e fatiscenti, in particolare nella prima sezione; detenuti con problemi di tossicodipendenza; carenza di personale di polizia penitenziaria, costretto troppo spesso a svolgere compiti che spettano ad altre figure professionali. Come penalisti non possiamo rimanere indifferenti di fronte allo svilimento dei principi costituzionali della tutela della dignità delle persone, ancorché ristrette, e della finalità rieducativa della pena. Riteniamo pertanto urgente, nell’immediato, un provvedimento di indulto, che potrebbe eventualmente essere limitato a specifiche tipologie di reati e sottoposto a determinate condizioni stabilite dal legislatore. Uno Stato non è debole se concede clemenza; lo è se consente che la sua Costituzione venga violata”.











