di Lucia Renati
newsrimini.it, 18 giugno 2019
Ha dato le dimissioni Ilaria Pruccoli, Garante per i diritti delle persone private della libertà personale, nominata nel 2016. Oggi in commissione consiliare ha presentato la relazione degli ultimi tre anni di attività. La criticità più sentita è il turnover troppo frequente dei direttori.
I detenuti nel carcere di Rimini sono 154. Quelli definitivi 73. I detenuti italiani 82 e 70 gli stranieri. Tra questi, le nazionalità più rappresentate sono Marocco (23 persone) e Albania (12). L' istituto penitenziario di Rimini "I Casetti" è una Casa Circondariale, ciò significa che sono recluse persone sia con condanna definitiva che in attesa di giudizio che hanno ottenuto condanne inferiori ai cinque anni o con residuo pena inferiore ai cinque anni.
Le sezioni sono 7, di cui due situate all'esterno delle mura di cinta ed ospitano rispettivamente i semiliberi e i tossicodipendenti. La criticità più evidente è l'assenza di una direzione stabile: in tre anni sono cambiati 5 direttori, ad oggi il posto della direzione è occupato, in maniera temporanea, dal dott. Gianluca Candiano, già direttore del carcere di Rimini nel 2014, per tamponare situazioni di posti vacanti. Un'instabilità che si è cronicizzata.
Nel 2018, la Direzione dell'Istituto, il Dap e il Prap si sono interrogati sulla destinazione della sezione Vega che ospitava le detenute transessuali. Sono stati avviati lavori di ristrutturazione che dovrebbero convertire l' uso di questa parte di Istituto, in palestra. Il ruolo del garante dei detenuti è stato istituito dal Comune di Rimini nel 2014. Ora il Consiglio Comunale provvederà a riemettere un bando per individuare un nuovo garante, come prevede il regolamento.
Dalla relazione della Pruccoli una riflessione generale: "Ciò che risulta incomprensibile, incoerente, è che a tale aumento della popolazione carceraria, non corrisponde un aumento dei reati in Italia. Negli ultimi 10 anni gli omicidi sono passati da circa 600 all'anno agli attuali 350 annui. Ma non solo gli omicidi, anche gli stupri, le rapine e i furti sono calati sensibilmente.
A mio avviso ciò che più influenza l'aumento dei detenuti in strutture carcerarie è da ricercarsi nella tipologia di persone recluse: è sempre più evidente che le persone detenute provengono da contesti di emarginazione sociale e a volte di disagio psichico, oltre che di povertà economica e culturale, che non permetterebbe ad esempio a queste persone ne di accedere a misure alternative né di assicurarsi un'adeguata difesa. la maggior parte degli stranieri si ritrova a scontare per intero la pena in carcere pur potendo usufruire di benefici quali l' affidamento in prova o la detenzione domiciliare, proprio per mancanza di alcuni di quegli elementi fondamentali che il Magistrato di Sorveglianza valuta ai fini della pronuncia favorevole di misura alternativa: una dimora abituale e un ambiente socio-familiare positivo".
Nel corso dell'annualità marzo 2018-marzo 2019 si sono rivolti al Garante circa 25 detenuti. Le richieste di incontro sono sempre state formalizzate tramite domandina all' interno della Casa Circondariale di Rimini. I colloqui effettuati in totale sono stati 30, in quanto uno stesso detenuto ha la possibilità di incontrare il Garante anche più volte. Le visite ispettive all' interno dell' istituto sono state 3 di cui una con la presenza del Garante Regionale, Marcello Marighelli in data 31.10.2018.
Le visite ispettive sono realizzate senza preavviso e senza autorizzazione da parte dell' amministrazione penitenziaria: la finalità di queste visite, infatti, è quella di verificare eventuali problematicità e successivamente di portarle alla luce facendole presente a chi di competenza. A giugno del 2018 è stata effettuata anche una visita presso tre strutture situate sulla Provincia di Rimini della comunità Papa Giovani XXIII insieme al Garante dei diritti dei detenuti della Regione Emilia Romagna. Abbiamo avuto l' occasione di incontrare i detenuti accolti presso 3 strutture di accoglienza del progetto CEC, Comunità Educante con i Carcerati.
A maggio 2018 vi è stato un incontro con il direttore della Casa Circondariale di Rimini per valutare la possibilità, poi purtroppo non concretizzata, di poter realizzare un percorso formativo destinato alle varie professionalità presenti in carcere. Il 27 giugno ho partecipato come Garante di Rimini, all' incontro seminariale sulle funzioni di prevenzione dei Garanti della rete nazionale.
A settembre 2018 è stata rinnovata la convenzione dei Lavori di Pubblica Utilità tra il Comune di Rimini e la Casa Circondariale di Rimini. La convenzione consente a 5 detenuti di poter svolgere sul territorio comunale, un' attività non retribuita a favore della collettività. Questa convenzione ha una duplice finalità: la prima di favorire il miglioramento delle condizioni di detenzione delle persone recluse e la seconda di tutelare e valorizzare l'ambiente.
Come Garante, ho richiesto la collaborazione delle varie realtà di volontariato vicine alle tematiche del carcere per coinvolgerle soprattutto nella fase dell'accompagnamento di tali detenuti per poter permettere loro di raggiungere i luoghi di "lavoro". Purtroppo, solo una di questa associazioni ha effettivamente garantito una collaborazione stabile. Il 14 dicembre 2018 si è svolto a Roma il coordinamento nazionale di tutti i Garanti d' Italia nel quale ho partecipato in qualità di Garante di Rimini.










