riminitoday.it, 25 marzo 2023
Su tre candidati totali, il Consiglio comunale di giovedì 23 marzo, al termine della votazione, ha eletto con 20 voti favorevoli l’avvocato Giorgio Galavotti come nuovo Garante comunale delle Persone private della Libertà personale, un figura istituita con la delibera n. 63 del 05.06.2014 e n. 100 del 15.12.2022 al fine di promuovere l’esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita civile e di fruizione dei servizi comunali da parte delle persone private della libertà personale o limitate nella libertà di movimento.
“Si aggiunge un ulteriore tassello di un iter importante che, oltre ai diversi step selettivi finalizzati a individuare la figura più idonea a esercitare il ruolo di Garante, ha visto anche la revisione dello specifico Regolamento su questo incarico - dichiara Giulia Corazzi, Presidente del Consiglio comunale del Comune di Rimini -. L’elezione è il frutto di un percorso condiviso, plurale, con il quale, come territorio di Rimini, vogliamo potenziare gli strumenti di integrazione e di inclusione dei detenuti, con lo scopo di inserirli in progetti virtuosi che guardino al loro futuro, al loro rientro e alla loro reintegrazione nel tessuto sociale.
Il dottor Galavotti ricoprirà un incarico fondamentale non solo per i carcerati, ma per l’intera comunità riminese. Le carceri non sono luoghi distaccati dal contesto in cui sono inseriti, ma ne costituiscono una parte strutturale, perennemente in dialogo. Per questo voglio augurare a Galavotti i più sinceri auguri di buon lavoro, certa che, forte della sua lunga esperienza professionale e in realtà legate all’universo del volontariato, saprà ricoprire al meglio le funzioni che lo attendono. Con autonomia e allo stesso tempo senza isolarsi, in continuo contatto con l’ampia rete di realtà che orbitano attorno al mondo penitenziario”.
Soddisfatti anche I capigruppo di maggioranza Andrea Bellucci, Luca Pasini, Matteo Petrucci e Marco Tonti che, in una nota, commentano come “La “short list” di tre nomi uscita dalla commissione consiliare era costituita da personalità di profilo professionale e umano di altissimo livello, infatti insieme a Giorgio Galavotti erano stati selezionati anche Simone Campolattano e Ivan Innocenti. Quella del Garante è una figura importantissima per garantire il rispetto dei diritti e della dignità delle persone private della libertà, che con la riforma che abbiamo promosso e sostenuto ora è dotato di una struttura di supporto e di fondi per svolgere anche iniziative pubbliche. Questo con l’obiettivo di favorire un cambiamento culturale che possa permettere un reinserimento sociale di quelle persone che completano il loro percorso di detenzione e che purtroppo spesso, quando escono dal carcere, subiscono ulteriore diffidenza e discriminazione”.
“Il ruolo del garante - ricordano i capigruppo - è quindi importantissimo non solo per le persone coinvolte direttamente ma anche per un corretto equilibrio sociale, e dispiace dire che nella seduta del consiglio che l’ha nominato sono volate accuse di strumentalizzazione politica sulla pelle dei condannati, accusa che respingiamo con fermezza. C’è stato perfino un tentativo di ostruzionismo strumentale da parte della Consigliera Gloria Lisi che poteva rischiare di compromettere la rapida nomina del garante. Un rinvio avrebbe gettato discredito sulle nostre istituzioni ed è stato possibile contrastarlo grazie alla compattezza della maggioranza e agli argomenti di legittimità portati dalla Presidenza del consiglio. Visto che giovedì 30 il Consiglio comunale si svolgerà proprio nel carcere abbiamo ritenuto essenziale che il nuovo garante fosse già nominato e presente proprio per rispetto dei detenuti. Siamo fieri di aver sostenuto compattamente l’avvocato Galavotti che con la sua esperienza e umanità riteniamo saprà ricoprire questo incarico delicato con equilibrio ed efficacia”.
Di parere opposto, però, il Gruppo Gloria Lisi per Rimini che sulla nomina del Garante dei detenuti ha sottolineato come “Ieri sera abbiamo chiesto il rinvio della delibera sulla nomina del Garante dei Detenuti in base all’art 61 del Regolamento del Consiglio comunale: “Questioni pregiudiziali e sospensive” con la motivazione di aver ricevuto il parere del Garante Regionale dei Detenuti che solleva alcune questioni di inopportunità territoriale verso chi eserciterebbe attività forense. Questo il testo della nostra richiesta di parere che presentata al Garante Nazionale, al Garante Regionale e all’ordine degli avvocati di Rimini: “Venerdì scorso si è tenuta sull’argomento una Commissione Consigliare, nella rosa dei cinque CV pervenuti se ne sono scelti tre, che verranno votati durante il Consiglio Comunale. Ora vorrei far presente che delle tre candidature rimaste ben due sono di Avvocati del foro di Rimini”.
“Prima della votazione in Consiglio Comunale - aggiungono in una nota stampa - siamo a richiedere il parere in merito alla questione di opportunità e su quale sia il vostro orientamento sulla scelta di un avvocato in qualità di Garante dei Detenuti. A nostro avviso il legale che volesse assumere questo incarico dovrebbe temporaneamente sospendersi dalla professione per evitare possibili questioni di conflitto di interesse. Il Garante Regionale ha risposto inviandoci un testo che forniva un documento della Conferenza dei garanti territoriali in cui vengono date linee guida sulla nomina dei garanti ed in particolare quando questi svolgono la professione di avvocati.
Pertanto abbiamo chiesto il rinvio in attesa di poter avere anche il fondamentale parere dell’ordine degli Avvocati di Rimini. La nota inviata, che abbiamo poi inviato al Consiglio comunale, era una proposta per valutare la figura professionale maggiormente idonea a ricoprire un ruolo tanto delicato. Mi colpisce il fatto che soltanto noi abbia pensato a richiedere un tale parere, un’ennesima prova di inadeguatezza di chi ci amministra.
Tralasciamo poi l’atteggiamento non imparziale, né tantomeno equidistante della Presidente del Consiglio che alla nostra richiesta di sospensione si è palesemente innervosita. Riflettere e prendersi il giusto tempo avrebbe permesso a tutti i Consiglieri di andare a votare senza ordini di partito e con spirito di condivisione verso una figura imparziale e senza “coinvolgimenti passati o futuri con l’amministrazione comunale”.
“Anche questa volta con un voto scontato della maggioranza - concludono - si è ribadito che si vota tutto e sempre senza se o senza ma. Noi siamo stati sul merito del tema. Il rinvio che avevamo chiesto avrebbe dato la possibilità di avere una maggiore condivisione con la maggioranza per individuare la figura giusta da indicare come Garante, un ruolo delicatissimo ed importantissimo per chi sta scontando una pena detentiva, un ruolo che sarebbe stato bello avesse avuto la condivisione di tutti i consiglieri al di là degli schieramenti politici. In conclusione aggiungiamo che proprio ora mentre stiamo scrivendo questo comunicato ci è anche arrivata anche la risposta con il parere del Garante Nazionale, in fondo bastava aspettare poche ore”.











