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di Andrea Polazzi

 

www.newsrimini.it, 15 gennaio 2015

 

Il Garante delle persone private della libertà personale, l'avvocato Davide Grassi, è già punto di riferimento per i detenuti riminesi ed ha effettuato in poco tempo quattro visite ispettive ai Casetti. Lo rileva l'associazione Papillon che chiede però al comune di mettere il Garante nelle condizioni di lavorare.

L'associazione rileva infatti che a sua disposizione ci sia una sola stanza da condividere all'interno dell'ufficio Urp e che, al momento, il Garante può vedere i famigliari dei detenuti solo il martedì mattina perché durante gli altri giorni la stanza (che non permette neppure il rispetto della privacy) è già occupata. Inoltre l'amministrazione riminese non avrebbe neppure adottato l'apposito regolamento

"Il Garante dei detenuti - scrive l'associazione Papillon - è una figura istituzionale, se il Comune di Rimini aveva intenzione di istituire questa figura per farla funzionare doveva adeguarsi alla disciplina prevista che comprende un regolamento, una sede, una segreteria ed una e-mail dedicata." Inoltre si fa presente anche la necessità, regolamento alla mano, di garantire alla figura un'indennità ("come accade in tutti gli altri comuni").

"Il Comune - conclude la nota - dovrebbe avere più a cuore la figura del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale e dovrebbe metterlo nelle condizioni di lavorare e non mortificarlo".