di Lucia Capuzzi
Avvenire, 7 aprile 2020
Gli ultimi, in ordine di tempo, sono stati Brasile e Marocco. Il re Mohammed VI, ieri, ha concesso la grazia a 5.645 detenuti, selezionati in base all'età, stato di salute, durata della pena e buona condotta. Nelle stesse ore, il Dipartimento penitenziario nazionale di Brasilia ha comunicato il rilascio di 30mila prigionieri su ordine dei magistrati ordinari, in base alle indicazioni formulate dalla Corte suprema.
Le misure sono state motivate con l'urgenza di arginare il contagio di Covid riducendo la pressione nei penitenziari, ultra affollati in entrambi i Paesi. Il Brasile è al quarto posto al mondo per popolazione reclusa, dopo Usa, Cina e Russia, in base ai dati dell'International center for prison studies, con oltre 750mila prigionieri.
Ovvero più del doppio dei posti disponibili nelle attuali strutture. Il Marocco ha il record nordafricano con 56mila carcerati ammassati in 77 penitenziari. Condizioni in cui l'irruzione del coronavirus può provocare una catastrofe, come ha sottolineato l'alto commissario Onu per i diritti umani, Michelle Bachelet, che, il 25 marzo scorso, aveva rivolto un appello ai vari governi del mondo a liberare i reclusi più vulnerabili "fra cui gli anziani e i malati, oltre a quelli di minor pericolosità sociale". Da allora, in vari hanno risposto.
Anche l'Iran, la Turchia e l'Indonesia hanno optato per il rilascio temporaneo di, rispettivamente, 85mila, 90mila e 30mila detenuti. L'Algeria e l'Iraq ne hanno rilasciato 716 e 756, seguiti dall'Afghanistan, che ha avviato la procedura per l'uscita di 10mila persone. Non è solo il Sud del mondo, dove le carceri di norma "scoppiano".
Nella settimana tra il 14 e il 27 marzo, la Francia ha fatto un piano di scarcerazioni anticipate che ha portato fuori poco più di 3.513 persone, il 5 per cento del totale ma il ministero della Salute ha auspicato una riduzione del 30 per cento. Sabato, il premier britannico Boris Johnson, ha dato il via libera alla liberazione di 4mila reclusi, dopo che si erano registrati 88 contagi di Covid-19 in ventinove prigioni del Regno Unito.










