di Grazia Longo
La Stampa, 6 settembre 2020
Il ministero: spesi 20 milioni. Ma la normalità è lontana. Gli uffici giudiziari non hanno mai navigato in acque calme, ma la proverbiale giustizia-lumaca si è decisamente accentuata con l'emergenza coronavirus. La ripresa dopo il lockdown non è stata semplice e ora all'orizzonte si profila un autunno caldo. Lunghe code davanti ai tribunali, cancellerie a disposizione solo su prenotazione e udienze rinviate di anni rappresentano solo la punta dell'iceberg.
A questo si aggiunga una differente organizzazione nei vari uffici giudiziari del Paese e il caos è assicurato. Le critiche maggiori al sistema arrivano dagli avvocati, mentre il ministero della Giustizia, attraverso il Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, ha fatto il possibile per arginare le difficoltà e garantire lo svolgimento delle udienze in un regime di sicurezza. A partire dalla presenza dei dipendenti nelle aule e negli uffici dei vari palazzi di giustizia, garantita ora per oltre il 70 per cento del totale, contro l'indicazione del 50 per cento fissata dalla Funzione pubblica.
La percentuale media di personale in presenza negli uffici è passata da 27,02 per cento (periodo dal 24 febbraio al 30 aprile) al 71,33 per cento al 31 luglio. Dal Ministero, come ribadisce la circolare emanata l'altro ieri, sono stati erogati agli uffici del territorio e già spesi ben 20 milioni di euro per materiale igienizzante, cartellonistica, paratie, attività di sanificazione, dispositivi di protezione personale. Sono state inoltre distribuite mascherine sia negli uffici giudiziari (93 per cento) sia al Ministero (7 per cento). Non sono tuttavia mancati i contagiati dal Covid-19: 74 in tutta Italia su un totale di 44 mila dipendenti (34 mila amministrativi e 10 mila magistrati).
Il ministero della Giustizia ha siglato molti protocolli con le Regioni e le autorità sanitarie locali per screening sierologici per il personale, segnale di una coesione territoriale che ha accentuato l'attenzione del contesto sanitario per la sicurezza dei lavoratori. Ma i problemi non mancano. A partire dal rischio che la lentezza dell'attività negli uffici giudiziari faccia cadere in prescrizione i reati minori, quelli più comuni come risse, furti in casa, scippi incidenti stradali, lesioni. Una emergenza che esisteva già e che è stata aggravata dall'improvvisa esplosione della pandemia.










