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di Ilaria Proietti

Il Fatto Quotidiano, 1 maggio 2025

Da Forza Italia alla dem Serracchiani: fuori chi deve scontare meno di 12 mesi. Amnistia, indulto, liberazione anticipata. Sarà per il torpore della lunga siesta da plurimi ponti, per gli animi davvero scossi per le solenni esequie appena celebrate o per il gusto del diversivo, ma il cimento politico delle ultime ore è l’atto di clemenza nel nome di Papa Francesco. Che, inascoltato, all’apertura dell’Anno giubilare a Rebibbia aveva chiesto dignità per i detenuti e forme di condono della pena: tre giorni fa ha aperto le danze il sempre quirinabile Pier Ferdinando Casini rilanciando l’accorato appello, via Corriere della Sera, per interventi concreti sulle carceri: “È questa l’ultima lezione del Papa. Il suo è stato tutto un Pontificato rivolto agli ultimi”.

Forse Casini metterà anche il suo sigillo alla proposta con cui i radicali di Nessuno Tocchi Caino chiedono la liberazione anticipata dei detenuti con ancora un anno di pena da scontare già sottoscritta da alcuni parlamentari, da Maria Elena Boschi di Italia Viva alla responsabile Giustizia dem Debora Serracchiani, passando dalla deputata Luana Zanella di Avs ma anche Maurizio Lupi di Noi Moderati: ieri si è fatta sentire anche Forza Italia.

“Un minimo di coerenza vorrebbe che la politica, commossa ai funerali del Pontefice, dia un segnale anche piccolo per omaggiarlo, al di là della retorica” ha detto il capogruppo in commissione Giustizia del Senato Pierantonio Zanettin, facendo eco alle dichiarazioni dell’altro forzista, il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè.

“Ho firmato, e sono stato l’unico di FI a farlo, la proposta che prosegua nel solco tracciato da Papa Francesco e che si concretizza in un indulto dell’ultimo anno di pena. Non serve il perdono indiscriminato ma certamente c’è bisogno di una misura straordinaria” ha spiegato al Dubbio sfidando i meloniani di Fratelli d’Italia e Lega. Il fatto è che poco più di un mese fa la discussione alla Camera sulla questione carceri sovraffollate si era conclusa con un nulla di fatto: zero concessioni dalla maggioranza, assente il ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Ancora prima, nel luglio dello scorso anno l’apertura di Forza Italia rispetto alla proposta sulla liberazione anticipata presentata da Roberto Giachetti (Iv) era servita a mandare in fibrillazione gli alleati di centrodestra, ma poi c’era stata una rapida retromarcia. Questo mentre al Senato gli azzurri combattevano per far alzare da 6 mesi a 4 anni il residuo di pena per accedere alla semilibertà. Ora però sembrano pronti a un nuovo rialzo anche perché in via Arenula c’è un dossier che preme.

Come ha spiegato il viceministro azzurro Francesco Paolo Sisto, che non più tardi di venti giorni fa, in un convegno organizzato da Renata Polverini (presente anche la radicale Rita Bernardini) sul sovraffollamento delle carceri aveva annunciato come imminente un provvedimento contro l’abuso della custodia cautelare. Deludendo invece su condoni e amnistie. “È giusto dire che si esce dal carcere perché non c’è posto? È ingiusto: lo sfratto non è incline alla funzione rieducativa della pena”.