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di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 14 marzo 2025

Una notte di caos ha sconvolto mercoledì l’istituto penale minorile Cesare Beccaria di Milano, dove è scoppiata una rivolta che ha provocato danni strutturali ingenti, tentativi di evasione e feriti, sia tra i ragazzi reclusi che tra gli agenti. Lo rende noto la Uil-Pa Polizia Penitenziaria, che definisce l’episodio “sintomo del fallimento organizzativo del sistema penitenziario minorile”. Secondo quanto ricostruito, tutti i 58 ragazzi attualmente ristretti nel carcere minorile avrebbero partecipato ai disordini, appiccando incendi in diversi locali e tentando una fuga di massa. Quattro detenuti sono riusciti a superare il muro di cinta, ma dopo ore di ricerche sono stati rintracciati all’interno del perimetro che include il penitenziario e gli uffici del Dipartimento per la giustizia minorile. Un altro giovane, ferito durante gli scontri, è stato ricoverato in ospedale e posto sotto piantonamento della Polizia di Stato, in assenza di personale penitenziario disponibile.

Per sedare la rivolta, sono intervenuti anche agenti non in servizio, richiamati d’urgenza. “I colleghi hanno lavorato fino alle 5 del mattino e, dopo meno di tre ore di riposo, sono già tornati in servizio alle 8”, ha denunciato Gennarino De Fazio, segretario generale della Uil-Pa, sottolineando le criticità legate al sottorganico cronico: la Polizia penitenziaria manca di oltre 18 mila unità a livello nazionale.

Non è la prima volta che il Beccaria finisce sotto i riflettori per episodi gravi. Nei mesi scorsi, la Procura di Milano ha indagato su presunte violenze e torture ai danni dei detenuti, culminate con l’arresto di 13 agenti. Un contesto già fragile, dunque, che secondo il sindacato spiega in parte l’escalation di tensioni. “Quanto accaduto è la prova provata del fallimento gestionale del sistema penale minorile, parallelo a quello per adulti”, ha dichiarato De Fazio, citando analoghi episodi al Ferrante Aporti di Torino e in altri istituti italiani. Il sindacato punta il dito contro la politica, chiedendo interventi immediati: “Urge un cambio di passo. Il sistema va messo in sicurezza con più agenti, strutture efficienti e una riorganizzazione totale”. Le critiche si estendono al governo: “Aspettiamo risposte concrete dal ministero della Giustizia, ma temiamo solo annunci roboanti e vuoti. Serve un piano tangibile, non parole”. Intanto, i danni al Beccaria richiederanno interventi strutturali, mentre tra i detenuti continua a serpeggiare la tensione.

La rivolta di Milano riaccende i riflettori su un sistema penitenziario minorile in crisi da anni, tra carenza di personale, strutture obsolete e protocolli inefficaci. Con oltre il 40% degli istituti che superano la capienza regolamentare (dati Antigone), l’effetto controproducente del decreto Caivano e la completa distruzione di un modello virtuoso come quello minorile, l’allarme lanciato dalla Uilpa sembra destinato a restare inascoltato. Riuscirà il governo a trasformare l’emergenza in un’opportunità di riforma, o il Beccaria sarà solo l’ultimo di una lunga serie di fallimenti?