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di Antonella Mascali

 

Il Fatto Quotidiano, 1 maggio 2020

 

Il magistrato ieri sera ha salutato i suoi collaboratori dicendo che sarebbe andato a Potenza sua città d'origine, dove era pubblico ministero prima dell'incarico al Dap. In molti consideravano disastrosa la sua gestione. Francesco Basentini si è dimesso. Il capo del Dap, Dipartimento affari penitenziari ha lasciato l'incarico ieri sera, anche se fino a tarda sera in via Arenula, sede del ministero della Giustizia, non era ancora arrivata una lettera formale. Basentini, però, aveva salutato i suoi collaboratori dicendo che sarebbe andato a Potenza sua città d'origine, dove era pubblico ministero prima dell'incarico al Dap, e che non sarebbe più tornato nel suo ufficio.

La disastrosa gestione delle rivolte carcerarie dietro le quali c'è l'ombra della regia della criminalità organizzata, la circolare del 21 marzo legata all'emergenza coronavirus che ha spinto gli avvocati dei boss a chiedere gli arresti domiciliari per rischio contagio, come dimostrano le intercettazioni in carcere pubblicate dal Fatto, e la gestione del caso del boss dei Casalesi Pasquale Zagaria e del colonnello di Provenzano, come rivelato dal Fattoquotiano.it, sono gli ultimi fatti di un direttore del Dap che è stato sempre ritenuto inadeguato da chi al Dap ci lavora da anni.