di Giuseppe Legato
La Stampa, 5 agosto 2024
Il dossier carceri è già sulla sua scrivania anche se si insedierà ufficialmente tra poche settimane. Non a caso dice: “Ho seguito a lungo la situazione carceraria dell’Emilia Romagna quale procuratore generale facente funzioni e fin da adesso, all’atto della mia nomina, sto seguendo con attenzione e preoccupazione i fatti che stanno accadendo nelle carceri del Piemonte nelle quali mi sembra che insista un livello di allarme e/o di pericolo superiore rispetto ad altri distretti d’Italia. Dico questo a prescindere dai casi di suicidi o tentati suicidi di alcuni detenuti di fronte ai quali c’è attenzione e anche pietas umana. Esiste però un secondo profilo che riguarda uno scenario di rivolta - a quanto sembra - permanente caratterizzata da aspetti inquietanti che vanno da un fatto gravissimo come la pubblicità su un social di proteste violente fino all’ingresso di sostanze stupefacenti all’interno degli istituti.
Ed è questo che, come magistrato, in questo momento mi preoccupa di più. Sono in contatto coi colleghi del Distretto e vige sul punto massima attenzione ma anche preoccupazione”.
Lucia Musti neo procuratore generale di Torino, eletta un mese fa dal Csm all’unanimità alla guida del distretto retto, prima di lei, da Francesco Saluzzo, sa bene che il tema carceri è uno dei dossier che andranno affrontati forse con maggiore celerità. La rivolta dell’istituto minorile di Torino Ferrante Aporti trascina con se valutazioni e scelte ineludibili perché maturato con una violenza, con una premeditazione tali da lasciare immaginare - al netto dei trasferimenti di alcuni dei detenuti - soluzioni a più ampio respiro. Ieri altri cinque giovani coinvolti nei violenti disordini degli scorsi giorni sono stati trasferiti in altri penitenziari tutti collocati nell’Italia centro meridionale.
Il provvedimento aveva interessato altri due “ospiti” nelle ore precedenti. Al momento insistono nell’istituto 46 persone, soglia massima di capienza. A questo va aggiunto quanto accaduto nelle ultime ore all’interno della casa circondariale Lorusso e Cutugno. L’altro ieri nella dodicesima sezione, dove sono ristretti detenuti comuni, alle 20 alcuni detenuti nordafricani hanno incendiato lenzuola e coperte rendendo necessaria l’evacuazione della sezione per via del fumo e delle fiamme domate da personale di polizia penitenziaria grazie all’uso di un idrante. Il caos si è concluso alle 22. In contemporanea alla decima sezione al padiglione C metteva in atto una protesta pacifica non rientrando nelle rispettive celle giustificando il fatto col fatto che non avevano più sigarette. Leo Beneduci del sindacato Osapp: “Chiediamo che vengano avvicendati i vertici del dipartimento nazionale di giustizia minorile a favore di altre figure con maggiori capacità in tema di sicurezza”.









