di Federica Rinaudo
Il Messaggero, 10 luglio 2019
Si accendono le luci sulla passerella. La sfilata sta per avere inizio. Nessuna location mozzafiato o scenografie tipiche da fashion show ma tanta semplicità e la voglia di realizzare un sogno. Prende vita così, nell'area verde dell'Istituto penitenziario di Rebibbia, la seconda edizione di "Made in Rebibbia. Ricuciamolo insieme", l'evento ideato dall'Accademia Nazionale dei Sartori, in collaborazione con la stessa casa circondariale e sostenuto dalla Bmw Roma, che ha finanziato l'acquisto di materiale didattico ed attrezzature, e da Drapers, fornitore dei tessuti, che coinvolge in un percorso formativo i detenuti che vogliono imparare un mestiere, quello del sarto, all'insegna dell'artigianalità.
Un percorso formativo di tre anni al termine del quale i partecipanti sono pronti per il lavoro e il reinserimento sociale. Dedicata alla memoria di Ilario Piscioneri, lo stilista che per primo ha creduto nelle potenzialità del progetto, la serata è stata un turbinio di emozioni. Non solo quelle dei detenuti-sarti, pronti a sfilare con i modelli creati da loro, ma anche quelle dei presenti, tra gli altri: i fratelli Piscioneri, Daniele, Manuel e Alessandro, la direttrice della casa circondariale Rosella Santoro, i conduttori della kermesse Paolo Cecinelli e Francesca Mercatini, Gianluca Durante, ad di Bmw Roma, numerosi imprenditori e vertici amministrativi di Rebibbia. Applausi generosi della platea per i sette modelli speciali, tra cui Manuel Zumpano, 32 enne di grande talento, e speranzoso di cambiare il suo futuro seguendo la passione per "ago e filo".










