di Cristina Michetelli*
Il Dubbio, 20 settembre 2025
Il 23 settembre terremo una seduta straordinaria dell’Assemblea Capitolina nel carcere di Rebibbia Nuovo Complesso. Un Consiglio che, come consigliera del Partito Democratico e, prima ancora, come avvocato penalista, ho fortemente voluto, grazie alla lunga esperienza nel mio partito nel settore della politica giudiziaria e all’annoso lavoro svolto con la Camera penale di Roma, il suo Presidente Giuseppe Belcastro e tutto il direttivo e con il nostro Consiglio dell’Ordine e il suo delegato al penale consigliere Vincenzo Comi, con l’obiettivo di creare il miglior raccordo tra l’azione politico-amministrativa della città e la testimonianza di chi tutti i giorni raccoglie in diretta il grido per le drammatiche condizioni dentro i nostri istituti di pena.
Ringrazio la Presidente Svetlana Celli e tutti i gruppi consiliari che hanno accolto con favore la mia proposta di accendere un focus sulle condizioni delle persone detenute nelle carceri romane. Queste costituiscono, infatti, una fetta importante del nostro territorio a cui occorre dare voce e di cui, nel governo della città, bisogna farsi carico in termini sociali, economici e culturali. Con il supporto prezioso della Garante Valentina Calderone e con molti consiglieri abbiamo svolto alcuni incontri preparatori con i detenuti e le detenute di Rebibbia, producendo sei ordini del giorno sulle loro diverse esigenze, dall’implementazione dei corsi di studio e formazione professionale, alla creazione di più opportunità di lavoro, dalla necessità di migliori opportunità sportive e culturali, a strutture più verdi, a maggiori servizi.
Presenteremo anche un atto di denuncia su temi di competenza regionale e nazionale su cui Roma non può rimanere in silenzio, come il sovraffollamento oltre ogni limite, le mancate cure sanitarie, la carenza di progetti di recupero e reinserimento, la solitudine e l’abbandono, la carenza degli organici, l’abuso della carcerizzazione come metodo di soluzione dei conflitti e del disagio sociale, l’elevato numero dei suicidi, intollerabile in uno Stato di diritto rispetto a persone affidate alla sua custodia. In questa consiliatura stiamo dando grande centralità al tema delle diseguaglianze ed anche i percorsi di recupero e reinserimento delle persone detenute rappresentano un passaggio fondamentale nella nostra visione di comunità per determinare più inclusione e sicurezza.
Quel giorno intendiamo dare voce soprattutto ai detenuti e alle detenute, che in questo lavoro preparatorio al Consiglio ci hanno trasmesso grande entusiasmo. L’accoglienza positiva per la nostra iniziativa ci ha fatto assumere, infatti, l’impegno a proseguire la nostra collaborazione. Confidiamo che il nostro atto funga da stimolo ad altre istituzioni territoriali, affinché entrino nelle carceri per vigilare e per contribuire fattivamente alle politiche di reinserimento. Davvero un’esperienza di grande formazione per ogni amministratore.
*Direzione Nazionale Pd











