di Andrea Arzilli
Corriere della Sera, 16 luglio 2025
Il 23 settembre si terrà un appuntamento straordinario all’interno del carcere. Il Consiglio comunale si sposta a Rebibbia: il 23 settembre una seduta straordinaria all’interno del carcere per sensibilizzare sulle condizioni in cui versano i detenuti negli istituti di pena romani, seguendo la traccia di papa Francesco che nel penitenziario di Rebibbia ha aperto la seconda Porta Santa del Giubileo, il 26 dicembre dell’anno scorso. A dare l’annuncio della “seduta straordinaria dell’Assemblea capitolina nel carcere” è stata ieri la Garante per i diritti dei detenuti di Roma, Valentina Calderone, illustrando ai consiglieri una sintesi della sua relazione 2025 che sarà presentata integralmente il 28 luglio nella sala Laudato Sii del Campidoglio.
Quest’anno già due suicidi, quattro nel 2024 - Già però i numeri snocciolati da Calderone sono quelli di un allarme che parte dal sovraffollamento (con tassi che sfiorano il 150%), passa dalla violenza e dalle condizioni di marginalità che si vivono all’interno delle celle, arriva ai problemi psicologici e psichiatrici fino all’evento estremo, il suicidio, che nelle Carceri si verifica con cadenza inquietante: 2 già quest’anno, 4 lo scorso. “Presso gli Istituti di Roma, nel 2024 è stato registrato un totale di 1.824 eventi critici, che comprendono atti di autolesionismo, tentativi di suicidi, aggressioni nei confronti di operatori o tra persone detenute - spiega Calderone - Nel 2024 si sono tolte la vita 4 persone, 3 a Regina Coeli e una a Rebibbia Nuovo Complesso. In questi primi mesi del 2025 ci sono già stati due suicidi, a Rebibbia Reclusione e uno a Regina Coeli”.
Una delle radici potrebbe essere il sovraffollamento delle carceri romane: con molti detenuti a contatto tra di loro, magari con questioni preesistenti alla carcerazione che finiscono per rendere ancora più tesa e ingestibile la situazione nelle celle, e una difficoltà per il personale della polizia penitenziaria ad intervenire per tempo, prima di gesti estremi. “La capienza regolamentare dell’istituto di Regina Coeli è di 628 posti. Al 31 dicembre 2024 i posti effettivamente disponibili erano 566 e i posti occupati erano 1051. Al 30 giugno i posti occupati risultavano essere 1.092”, dice ancora Calderone nel fornire il primo esempio eloquente di sovrannumero. Il secondo riguarda l’altro carcere per maggiorenni, cioè la Casa Circondariale Rebibbia Nuovo Complesso, che ha “capienza regolamentare di 1.170 posti, ma i posti realmente disponibili sono 1.057 e quelli realmente occupati al 30 giugno risultano essere 1.571”. Quasi 500 detenuti in più rispetto alla capienza, insomma. Stessa cosa nel reparto femminile di Rebibbia: “La capienza regolamentare è di 272 posti, ma quelli realmente disponibili sono 265 - ha concluso Calderone. Al 30 giugno i posti occupati risultavano essere 369”.
Troppi detenuti anche nelle strutture per minori. A Casal del Marmo, “per la prima volta si registra sovraffollamento: al 31 dicembre 2024 le presenze registrate erano 63”, racconta ancora la Garante che, nelle prossime settimane, si recherà insieme all’omologo del Lazio, Stefano Anastasia, a visitare il carcere albanese di Gjadër, una delle strutture messe su dal governo dopo un accordo con l’Albania finalizzato alla gestione dei flussi migratori, sulla quale hanno competenza diretta che se in territorio straniero.
“Condizioni nelle carceri restino al centro del dibattito” - Quello delle carceri “è un tema che ci sta profondamente a cuore e sul quale manteniamo alta l’attenzione - così alla Dire Svetlana Celli, presidente dell’Assemblea capitolina - La condizione delle persone detenute e di chi lavora negli istituti penitenziari deve restare al centro del dibattito pubblico e politico, come ci ha recentemente ricordato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Proprio per questo, il prossimo 23 settembre terremo una seduta straordinaria all’interno del carcere di Rebibbia: sarà un momento importante per riaffermare il nostro impegno istituzionale in difesa dei diritti umani, della dignità e del principio del reinserimento sociale”.











