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di Alessio Campana

La Repubblica, 26 agosto 2022

L’uomo ha cercato di togliersi la vita impiccandosi, ma è stato rianimato. La Garante dei detenuti di Roma, Stramaccioni: “Spero che almeno un encomio gli sia riconosciuto visto che hanno permesso di non allungare la già lunga lista di sucidi. Serve urgente riforma del sistema penitenziario”.

“Sono tre giorni che non riesco a dormire perché quell’immagine mi è rimasta negli occhi”. Sono le parole di uno dei due detenuti che, nel carcere romano di Regina Coeli, hanno salvato dal suicidio un terzo uomo che dormiva in stanza con loro. È successo di notte, alcuni giorni fa. A svegliare i due detenuti è stato il tonfo improvviso di una sedia. Di fronte a loro T., il compagno di cella, pendeva dalla finestra con un cappio improvvisato stretto al collo. I due sono riusciti a rianimarlo ferendosi anche a una mano e a salvargli la vita.

“Spero che almeno un encomio sia riconosciuto a F. e al suo compagno che hanno permesso di non allungare la già lunga lista di sucidi”, afferma la garante dei detenuti di Roma Gabriella Stramaccioni. F., di cui parla la Garante, è uno dei due autori del salvataggio. Ha raccontato l’episodio durante un colloquio. “Attuale ed urgente - continua Stramaccioni - rimane il potenziamento del personale (tutto) che opera all’interno degli istituti penitenziari e la riforma del sistema penitenziario così come elaborata dalla commissione presieduta dal prof. Ruotolo”.