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di Edoardo Iacolucci

lacapitale.it, 5 agosto 2025

La denuncia della Garante: “Non ne posso più di queste notizie”. Un giovane detenuto è stato trovato senza vita nel suo letto nel carcere di Regina Coeli, a Roma. A raccontare addolorata la vicenda è Valentina Calderone, garante capitolina dei detenuti. La Calderone conosceva bene il giovane: “L’avrò incontrato decine di volte. Lo scorso anno gli abbiamo fatto rinnovare la carta d’identità, e da quel momento quando mi vedeva voleva sempre parlare con me”.

“Un ragazzo difficile, ma voleva cambiare vita” - Era “un rompiscatole, difficile e con un sacco di problemi”, ma anche come un ragazzo che non aveva smesso di sperare: il giovane aveva scontato diversi periodi di isolamento, le aveva parlato della sua ex fidanzata, degli amori passati e delle cavolate fatte nella vita. Il suo desiderio era andare in comunità, per questo aveva bisogno a tutti i costi dei documenti in regola. Eppure, sottolinea Calderone, dopo due anni era ancora lì. “Tra le scartoffie del mio ufficio ho ancora un disegno che mi aveva regalato - ricorda Calderone -. Non so cosa gli sia successo e perché sia morto. So solo che non ne posso più di ricevere queste notizie. Non ne posso più di persone che muoiono dentro al carcere”.

Morti e suicidi in carcere: l’allarme dei garanti - La vicenda si inserisce in un contesto già segnato da numeri preoccupanti. Secondo i dati diffusi dal Garante nazionale e da Antigone, nel 2024 si sono registrati oltre 80 suicidi in carcere e oltre 240 decessi totali, un record che conferma la crescita delle morti sospette e dei casi di autolesionismo. Le associazioni denunciano da tempo le criticità del sistema penitenziario: sovraffollamento, carenza di personale e difficoltà nei percorsi di reinserimento. E la morte di ieri a Regina Coeli diventa l’ennesimo grido d’allarme su una realtà che continua a produrre dolore.