di Marina de Ghantuz Cubbe
La Repubblica, 12 febbraio 2022
L'associazione Nonna Roma: "Un ennesimo esempio di architettura ostile, al pari delle panchine con i divisori. Tutti modi pensati per disperdere chi non ha una casa e renderli ancora più invisibili". La replica: "Doveroso tenere l'ingresso pulito". Tra le misure per allontanare i senzatetto dalla stazione Termini c'è anche quella di bagnare i pavimenti lungo l'entrata in piazza dei Cinquecento. "Un altro tassello della criminalizzazione dei poveri spacciata per decoro", denuncia l'associazione Nonna Roma che ha pubblicato una foto, scattata la sera scorsa da un attivista, in cui si vede una gran quantità di acqua gettata a ridosso delle vetrate. Qui, come nella vicina via Marsala, si mettevano a dormire tra cartoni e coperte i clochard. Nonna Roma è un'associazione impegnata anche nell'apertura di strutture di accoglienza per chi non ha una casa e secondo il presidente Alberto Campailla quella dell'acqua "è una pratica disumana messa in campo da tempo da Grandi Stazioni che serve solo ad allontanare dagli occhi dei passanti la vista dei poveri".
Non solo, stando a quanto raccontato da un vigilantes di Grandi Stazioni, di fronte all'ingresso in Piazza dei Cinquecento si sono più volte piazzati anche gruppi di persone che magari sotto l'effetto dell'alcol, se la sono presa con i passanti. L'uso dell'acqua sarebbe dunque anche un modo per evitare che si creino tensioni in un punto di grande affluenza.
"Queste modalità non solo la soluzione - continua Campailla - È l'ennesimo esempio di architettura ostile, al pari delle panchine con i divisori per non far stendere i clochard. Tutti modi pensati per disperderli con il rischio che diventino ancora più invisibili". Di fronte a Termini sono stati comminati innumerevoli Daspo (tanto che un clochard bengalese ne ha accumulati 187 in 3 anni), mentre a Tiburtina si è assistito a continui sgomberi nei confronti del Baobab, associazione che aiuta i migranti.
Per questo Nonna Roma parla di criminalizzazione dei poveri: "Sono tutte misure tese ad allontanare le persone in nome della tutela del decoro - continua il presidente di Nonna Roma - Nei loro confronti però la tutela non c'è: non vengono viste come persone in difficoltà di cui occuparsi e a cui proporre opportunità di inclusione sociale, ma solo come persone che sporcano e portano degrado. Questa ideologia del decoro a tutti i costi va avanti da anni e ha ispirato il regolamento di polizia urbana del 2019 del Comune di Roma".
Nel report sui senzatetto che l'associazione ha recentemente pubblicato, i dati parlano di 16 mila persone che non hanno una casa. E che faticano a ottenere la cittadinanza: "Un senzatetto per avere la residenza a Roma deve andare presso i servizi sociali e poi ci vogliono dai 6 mesi a un anno per ottenerla. In questo modo le persone più in difficoltà non possono accedere ai servizi sanitari e socio-assistenziali, né al reddito di cittadinanza che a molti permetterebbe di pagare l'affitto di una stanza", conclude Campailla che con l'associazione chiede al Campidoglio interventi strutturali, a partire dall'aumento dei posti letto, non solo durante l'emergenza freddo ma durante tutto l'anno.
"Gli interventi di cui si parla servono innanzitutto a mantenere l'ingresso in sicurezza e pulito. E 'un luogo dove passano migliaia di persone al giorno, è quindi un'attività necessaria e doverosa. Come è necessario non si creino assembramenti che in passato hanno generato anche situazioni pericolose - ribattono da Grandi Stazioni - Ma nei confronti delle tante persone emarginate e senza dimora l'attenzione è sempre stata massima. L'impegno è costante, capillare e giornaliero. Abbiamo messo a disposizione 5.500 metri quadrati dove la Caritas, a Binario 95 e l'Help Center aiutano queste persone in difficoltà e ne curano i tanti bisogni, non solo alimentari".











