di Davide Dionisi
L’Osservatore Romano, 26 agosto 2022
L’abbraccio del Papa ai fratelli detenuti un vero anno santo di conversione e di riscoperta di ciò che è realmente essenziale nelle vite di chi è privato della libertà. L’edizione 728, la 40esima dell’era moderna della Perdonanza celestiniana, si arricchisce di un appuntamento inedito.
Ai riti di passaggio della Porta santa, legati all’indulgenza plenaria dei fedeli, parteciperà anche una rappresentanza degli ospiti delle Case di reclusione abruzzesi. “Sono lieto della presenza di alcuni detenuti del carcere de L’Aquila e di altri penitenziari della nostra regione in piazza Duomo, durante la visita pastorale di Papa Francesco il prossimo 28 agosto” sottolinea il cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo de L’Aquila.
“Il Papa, durante un suo intervento - aggiunge il porporato - ha ricordato che il carcere è luogo di pena nel duplice senso di punizione e di sofferenza, e ha molto bisogno di attenzione e di umanità. È un luogo dove tutti, Polizia penitenziaria, cappellani, educatori e volontari, sono chiamati al difficile compito di curare le ferite di coloro che, per errori fatti, si trovano privati della loro libertà personale. In effetti nel carcere, che per molti è un pianeta sconosciuto, ci sono persone concrete.
Esistono le mura che delimitano l’area della detenzione, ma esistono anche le barriere del pregiudizio, che segnano le dimensioni dell’esclusione. Proprio perché possano essere abbattuti i muri dell’indifferenza nei confronti del mondo carcerario, accolgo con gioia la disponibilità delle autorità preposte a permettere la presenza di alcuni detenuti all’incontro con il Santo Padre”. Il senso del messaggio celestiniano, in fondo, è il perdono e il capire le ragioni dell’altro, e la benedizione di Papa Francesco ai ristretti li aiuterà a trovare la forza per tornare a vivere e per creare nelle loro vite le condizioni della conversione.
Perdonanza, dunque, come esperienza ecclesiale e sociale, di riconciliazione e di comunione con Dio, con se stessi e anche con coloro che hanno commesso errori e per questo stanno pagando. Ne è convinto il garante regionale dei detenuti, Gianmarco Cifaldi: “Ci stiamo preparando da tempo perché lo consideriamo un incontro molto importante. Il Papa ha più volte manifestato la sua vicinanza e il suo pensiero nei confronti dei detenuti e del mondo del carcere. Per noi è l’occasione per manifestare il nostro apprezzamento e il nostro grazie”.
Nutrita la delegazione che parteciperà all’evento in Piazza Duomo. Oltre ai detenuti e agli ex detenuti, nella delegazione guidata dal garante ci saranno anche il presidente del Tribunale di sorveglianza, Maria Rosaria Parruti, i dirigenti e il personale di polizia penitenziaria. “Il messaggio del Papa ci darà maggiore forza per affrontare al meglio tutti quei progetti volti al corretto recupero e al reinserimento degli ospiti dei nostri istituti di pena” evidenzia Cifaldi, anticipando che i ragazzi doneranno al Papa alcune opere realizzate nei laboratori artigianali delle carceri di Pescara, Chieti, L’Aquila, Avezzano e Sulmona.











