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di Laura Martellini

Corriere della Sera, 18 settembre 2026

“Il mio cane vive 50 volte meglio di un detenuto a Regina Coeli. Lui prende i croccantini quando vuole, viene assistito se malato, beve l’acqua e può andare a passeggiare se ne ha bisogno”: parole durissime quelle del presidente della Camera penale di Roma, Giuseppe Belcastro, durante un incontro con la stampa per sottolineare “l’inaccettabile situazione delle carceri italiane” e in particolare “la drammatica condizione” dei penitenziari romani. Per Belcastro “la questione investe direttamente la tenuta dello Stato di diritto, il rispetto dei principi costituzionali e la qualità stessa della nostra democrazia”. Per rilanciare il tema, dal 23 al 29 settembre gli avvocati penalisti si asterranno dal lavoro.

Saranno in molti ad aderire a questa sorta di “sciopero” delle udienze. Nelle scorse settimane, una delegazione dell’Osservatorio carceri della Camera penale di Roma ha visitato Regina Coeli. “Le condizioni del penitenziario sono disumane - ha spiegato l’avvocata Maria Brucale -. I detenuti non hanno frigoriferi, i bagni sono attaccati alle cucine. In questa estate di caldo torrido, nel reparto per l’assistenza psichiatrica le finestre restano coperte da lastre di plexiglass che rendono le temperature inumane. Le persone ristrette dormono in celle `pulite´, per modo di dire. Devono chiedere acqua agli agenti della polizia penitenziaria dalle feritoie. Ogni aspetto della vita quotidiana diventa motivo di sofferenza”. 

Casi di scabbia a Rebibbia - I penalisti sottolineano che dall’inizio dell’anno si sono verificati 46 suicidi nelle carceri italiane. “Abbiamo svolto ispezioni, siamo andati al ministero - ha osservato Belcastro -. La risposta è stata che a Roma hanno ridotto la pianta organica del tribunale di sorveglianza di otto unità...”. Nel carcere di Rebibbia va meglio, ma si deve far fronte a problemi di ordine sanitario, come la presenza della scabbia e di topi in alcune zone anche di uso comune dell’istituto penale. “La questione della salute dietro le sbarre - ha aggiunto l’avvocato Francesco Bianchi - riguarda anche il settore minorile e i Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr). In questi ultimi però non ci è permesso di entrare”. Sabato, a Firenze, si terrà il convegno “Lo stato generale dell’esecuzione penale. Analisi di un disastro”.