dire.it, 9 ottobre 2026
Concluso a Rebibbia un percorso di 200 ore promosso dalla Cyber Security Foundation. Prepararsi al ritorno al lavoro attraverso lo studio della sicurezza informatica, trasformando il tempo della detenzione in un’occasione per acquisire competenze professionali. È il percorso compiuto dai partecipanti all’iniziativa della Cyber Security Foundation a Rebibbia, che oggi hanno ricevuto le certificazioni al termine di 200 ore di formazione. Un traguardo raggiunto da tutte le persone detenute che hanno scelto di aderire al corso.
L’iniziativa si inserisce nel “Progetto Carceri” della Fondazione, finalizzato allo sviluppo di competenze tecniche e professionali delle persone detenute prossime alla fine della pena, spiega la nota. Il percorso di Rebibbia, rivolto agli adulti, nasce nell’ambito del protocollo d’intesa sottoscritto nel 2024 con il dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e la Camera Penale di Roma, con l’obiettivo di favorire il reinserimento sociale e lavorativo attraverso la formazione digitale.
“Questo Governo sta agendo per rendere gli istituti penitenziari più sicuri e la pena realmente rieducativa. Significa garantire regole dentro gli istituti, ma anche dare a chi sta scontando una pena gli strumenti per non tornare a delinquere una volta fuori. Preparare il dopo, in questo senso, è una parte essenziale della rieducazione. Formazione e lavoro sono decisivi e questo progetto, offrendo competenze qualificate in un settore in espansione come quello informatico, va esattamente in questa direzione. Il 98% di chi impara un mestiere in carcere, una volta fuori, non torna a delinquere”, dichiara il sottosegretario di Stato alla Giustizia, Andrea Ostellari.
Per sostenerne la realizzazione, la Cyber Security Foundation ha donato 15 computer all’istituto e messo a disposizione le proprie competenze, riporta la nota. Il programma accompagna i partecipanti nell’acquisizione di conoscenze sulla sicurezza informatica, avvicinandoli alle professionalità del settore e offrendo strumenti per orientare le successive scelte formative e lavorative. “Queste dieci certificazioni rappresentano il risultato di una scelta e di un impegno: quello di persone che hanno deciso di mettersi alla prova, studiare e investire sul proprio futuro. A ciascuno dei partecipanti va il nostro riconoscimento per aver portato a termine il percorso- spiega Marco Gabriele Proietti, presidente e fondatore della Cyber Security Foundation- Per chi si avvicina alla fine della pena, acquisire competenze professionali significa avere strumenti in più per ricostruire la propria autonomia. Con questo progetto vogliamo contribuire a collegare la formazione in carcere alle opportunità del mondo del lavoro.
Ringrazio l’amministrazione penitenziaria, la Camera Penale di Roma, la direzione e il personale di Rebibbia e i formatori. Un ringraziamento particolare va alle aziende partner Fortinet, Telsy, società del Gruppo TIM, e DXC Technology, e ai rispettivi referenti: Massimo Palermo (vicepresidente Fortinet), Alessandra Micheli (ad Telsy) e Federico Santi (Security Director di DXC Technology) per il sostegno al progetto”.
Durante il percorso di studio, continua la nota, i partecipanti hanno acquisito competenze tecniche fondamentali nel settore della sicurezza informatica, della protezione dei dati e della prevenzione delle minacce digitali: un ambito professionale oggi tra i più richiesti dal mercato del lavoro. “La consegna degli attestati segna un traguardo significativo nel percorso personale di ciascun partecipante e conferma l’impegno della Struttura nell’offrire percorsi di formazione di alta qualità orientati alle professioni del futuro.
Questo percorso rappresenta un esempio concreto di come la pena possa svolgere la sua fondamentale funzione rieducativa. Fornire competenze spendibili e aggiornate nel campo delle tecnologie digitali significa offrire alle persone un’opportunità reale di riscatto e di costruzione del proprio futuro una volta terminata la detenzione”, spiega Maria Donata Iannantuono, direttrice della Casa di Reclusione Roma Rebibbia.









