fuoriluogo.it, 16 settembre 2026
Una linea telefonica interrotta può rendere ancora più profonda la distanza tra il carcere e il mondo esterno. A Rebibbia, secondo quanto ha denunciato Sbarre di Zucchero APS, il normale collegamento telefonico dell’istituto è fuori servizio da giovedì scorso, quando forti temporali hanno colpito Roma. Un guasto che coinvolgerebbe le chiamate delle persone detenute ai familiari e ai legali, ma anche le comunicazioni degli uffici dell’amministrazione penitenziaria. “Per chi è detenuto, una telefonata alla propria famiglia non è un dettaglio. È un collegamento con la propria vita, con i propri affetti, con il mondo esterno”, scrive l’associazione.
Stando alle informazioni raccolte, il problema potrebbe dipendere dal danneggiamento di una centralina telefonica esterna al carcere. “Non vogliamo alimentare allarmismi e non attribuiamo, allo stato attuale, responsabilità che dovranno eventualmente essere accertate”, precisa Sbarre di Zucchero. La Garante comunale dei Detenuti Valentina Calderone, interpellata da Fuoriluogo, ha confermato che “il guasto alla linea di Rebibbia nuovo complesso è molto serio e coinvolge tutti i centralini dell’istituto, sia quello per le chiamate ai familiari sia quello degli uffici”.
La Garante ha poi riferito che ““dopo numerosi solleciti da parte della direzione questa mattina sul posto si sono recati i tecnici che hanno prospettato una soluzione ponte per ripristinare almeno le chiamate ai familiari, in attesa della risoluzione del guasto. Avremo maggiori informazioni nel pomeriggio di oggi (martedì 15 settembre, ndr)”
Il telefono tiene aperto uno spazio di relazione nella quotidianità della detenzione. La sua interruzione pesa anche sulle famiglie, lasciate ad aspettare una chiamata, e sui rapporti con gli avvocati. “Il diritto di comunicare con il proprio legale non può essere considerato un aspetto accessorio”, sottolinea l’associazione. Per questo, alla riparazione deve accompagnarsi un’informazione chiara: cosa è successo, come si garantiscono nel frattempo le comunicazioni essenziali, quando sarà possibile tornare a telefonare. Sono risposte che riguardano la vita quotidiana dentro il carcere e la possibilità, per chi è fuori, di mantenere un contatto con i propri cari. “Non chiediamo privilegi”, conclude Sbarre di Zucchero. “Chiediamo che un servizio essenziale torni a funzionare e che, nel frattempo, siano garantite tutte le necessarie condizioni di sicurezza”.









