sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Clarida Salvatori

Corriere della Sera, 13 giugno 2024

L’iniziativa “Semi di tarassaco volano nell’aria” del Vaticano. Il cardinale Zuppi alle detenute: “Un piccolo gesto, un soffio d’aria per vivere meglio la detenzione”. Donati ottanta ventilatori al carcere femminile di Rebibbia. A consegnarli il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana. Un gesto di solidarietà per rinnovare la vicinanza della Chiesa ai detenuti e che si ripeterà in altri trenta istituti penitenziari italiani nell’ambito del progetto “Semi di tarassaco volano nell’aria”, coordinato dal Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica e dall’Ispettorato generale dei cappellani delle carceri, con il supporto della presidenza della Cei, che è impegnato nella consegna di 2mila ventilatori in tutto.

“Un gesto per vivere meglio il periodo di detenzione” - “È la carezza di una madre che vi sta vicino - ha detto Zuppi durante l’incontro con le detenute -. Un piccolo gesto, ma l’amore è nelle cose semplici. Le attenzioni le ritroviamo nelle buone parole, nell’ascolto paziente; altre volte in gesti grandi o piccoli, come questo. Talvolta, infatti, un semplice e lieve soffio d’aria può aiutare a vivere meglio il periodo di detenzione”. “Un dono simbolico - lo ha definito così Nadia Fontana, direttrice della casa circondariale di Rebibbia - che dice l’attenzione per questa nostra comunità, dove si tocca con mano la povertà”.

Rischio di malori e colpi di calore - Il pensiero, consegnato ieri, mira ad alleviare le precarie condizioni, più volte denunciate, di chi trascorre le sue giornate nell’istituto di pena notoriamente sovraffollato, e a migliorarne quindi la vivibilità. Specie nell’ottica dell’arrivo del caldo torrido che in estate attanaglia stretta la Capitale. Una condizione resa ancora più precaria e pericolosa alla luce del fatto che tanti detenuti sono ultrasessantenni, che le finestre del carcere sono schermate e lasciano quindi passare poca aria. E che dove dovrebbe respirare una persona, ne respirano in realtà almeno due. Tutti fattori che espongono gli “ospiti” a rischio di malori e colpi di calore, la cui gestione e cura è demandata alla struttura complessa di medicina protetta dell’ospedale Sandro Pertini (nella Asl Roma 2).

Le prime denunce già sette anni fa - Né, a guardare indietro, quella della prospettiva di un’estate soffocante tra le mura del carcere di Rebibbia sembra essere ipotesi legata agli ultimi anni, quando cioè il cambiamento climatico ha fatto maggiormente sentire i suoi effetti. Già sette anni fa, era il 2017, Marcello Dell’Utri - in un incontro con il senatore di Fi Francesco Giro ai tempi della valutazione sulla compatibilità della detenzione in carcere con il suo stato di salute - si era lamentato del “caldo torrido” che imperversava nelle celle di Rebibbia e del “sistema di climatizzazione rotto”.