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di Antonello Salerno

corrierecomunicazioni.it, 11 giugno 2024

Il Dipartimento per la trasformazione digitale e il Ministero della Giustizia ampliano il raggio d’azione dell’iniziativa avviata nel 2022 con un nuovo piano che coinvolge molte più carceri su tutto il territorio nazionale. Oltre 700 le candidature emerse da una ricognizione del Dap. In campo anche Infratel, Anie Sit e le telco. Il dossier sul tavolo di Telco per l’Italia il 26 giugno a Roma.

Coinvolgere i detenuti interessati in tutta Italia nell’attuazione dei piani dell’investimento 3 del Pnrr, quello su “reti ultravoeloci e 5G”, con programmi di formazione ad hoc finalizzati a dare la possibilità di trovare uno sbocco lavorativo nei cantieri in fibra. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato da dipartimento per la Trasformazione digitale, dipartimento per l’Amministrazione penitenziaria del ministero della giustizia, Infratel Italia, il Consorzio Asi Caserta, Anie Sit e gli operatori Tlc Fastweb, Fibercop, Intred, Inwit, Open Fiber, Telecom Italia, Vodafone Italia. Duplice il vantaggio che deriverà dall’applicazione dell’accordo: da una parte sarà possibile sopperire alla carenza di manodopera per le attività di posa e giunzione delle reti in fibra ottica e dall’altra si offriranno alle persone detenute nuove occasioni di reinserimento nella società attraverso la formazione e il lavoro.

Il contenuto dell’accordo - L’accordo appena siglato, che rimarrà valido fino al 30 giugno 2026, è un secondo passo che amplia la portata dell’intesa siglata a giugno 2022 dal ministero della Giustizia e dal dipartimento per la trasformazione digitale. Il nuovo accordo infatti include tutte le imprese impegnate su progetti Pnrr e coinvolge una serie di istituti penitenziari su tutto il territorio nazionale e quindi un numero maggiore di detenuti: a oggi infatti sono più di 700 coloro che hanno avanzato la propria candidatura secondo la ricognizione effettuata dal Dap: ora ognuna sarà valutata attentamene prima di concedere l’autorizzazione ad accedere al progetto.

Ruoli e responsabilità - Al dipartimento per la Trasformazione digitale spetterà il compito di facilitare la collaborazione tra le istituzioni e gli operatori tlc, mentre il Dap selezionerà i soggetti idonei per le opportunità di impiego, metterà a disposizione i locali necessari per la formazione professionale nelle carceri e si occuperà della sorveglianza durante le attività formative. Quanto alle telco, supportate da Infratel Italia, assumeranno i detenuti e offriranno loro la formazione professionale, anche a distanza, per garantire un pieno inserimento lavorativo. Al Consorzio Asi Caserta è stata assegnata la responsabilità della formazione.

Il valore del partenariato pubblico-privato - “La firma di questo protocollo rappresenta un rilevante momento di cooperazione tra istituzioni e imprese e mira a rispondere ai bisogni del settore delle telecomunicazioni, come la carenza di manodopera specializzata - afferma Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica - Il Governo Meloni passa ancora una volta dalle parole ai fatti ed è fermamente impegnato nello sviluppo di un partenariato pubblico-privato solido ed efficace, riconoscendo che tali collaborazioni sono essenziali per affrontare le sfide moderne e stimolare l’innovazione. Con l’inclusione lavorativa dei detenuti, il Governo mira inoltre a promuovere una cultura di coesione sociale, dove il reinserimento diventa una vera leva di crescita per l’intera comunità”.

Il Dap guarda al futuro e all’innovazione - “Il nostro mandato è quello di realizzare un’esecuzione della pena secondo i principi fissati dalla Costituzione - aggiunge Giovanni Russo, capo del dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria - Accordi come questi sono il simbolo di una nuova capacità del Dap di onorare questo suo compito guardando al futuro e all’innovazione. Un rinnovato impulso a realizzare e partecipare a progetti di inclusione sociale che, attraverso il coinvolgimento di importanti aziende e gruppi industriali, favoriscano il recupero dei detenuti e l’abbattimento della recidiva, con l’obiettivo, più volte indicato dal ministro Nordio, di moltiplicare le possibilità di lavoro e formazione professionale utili al reinserimento nella società”.

La funzione rieducativa della pena - “Stiamo dando concretezza alle soluzioni che abbiamo individuato per accelerare i lavori nei cantieri aperti per completare l’opera di digitalizzazione del Paese, questo accordo ha una doppia valenza: rispondere alla carenza di manodopera che affligge i cantieri e contribuire al reinserimento delle persone detenute, offrendo loro formazione e lavoro - conclude Pietro Piccinetti, Ad di Infratel Italia - Ringrazio sentitamente il Ministero della Giustizia e il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri per aver coinvolto Infratel su questo protocollo, che è un tassello importante per contribuire alla piena attuazione del dettato costituzionale che assegna alla pena una funzione rieducativa e per orientare chi ha scontato la sua pena al reinserimento nel tessuto sociale del Paese”.

Telco per l’Italia il 26 giugno a Roma - La questione della manodopera e delle competenze legata ai piani Pnrr per la banda ultralarga sarà sul tavolo della prossima edizione di Telco per l’Italia. Fra i protagonisti Pietro Piccinetti, Amministratore delegato di Infratel e Luigi Piergiovanni, Presidente di Anie Sit.