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di Marzia Paolucci


Italia Oggi, 30 settembre 2019

 

Coniugare da Roma a Città del Messico le esigenze di cura del territorio a carico degli Enti locali con la promozione della funzione rieducativa della pena e del reinserimento sociale dei detenuti per un rinnovamento penitenziario a livello nazionale e internazionale.

Sarà esportato nella capitale messicana il protocollo d'intesa tra Roma Capitale, ministero della giustizia-Dap, Provveditorato regionale del Lazio, Abruzzo e Molise per il reinserimento socio lavorativo di detenuti sottoposti a condanna definitiva destinatari di progetti di pubblica utilità nel territorio di Roma Capitale.

L'intesa è stata rinnovata il 20 settembre scorso presso il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria con una novità: il modello italiano di riscatto dei detenuti arrivato al suo terzo anno di continuità, è stato adottato a Città del Messico dove partirà in via sperimentale il prossimo novembre. Intanto, il rinnovo del nostro aggiorna un analogo accordo scaduto il 31 luglio scorso, sottoscritta dal capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Francesco Basentini, e dall'assessore allo Sport, politiche giovanili e grandi eventi cittadini, con delega ai rapporti con il Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale di Roma Capitale, Daniele Frongia.

Si tratta dell'ulteriore rinnovo di un anno del modello che ha dato vita al progetto "Mi riscatto per... Roma", l'intesa siglata fra Campidoglio e Via Arenula finalizzata allo svolgimento di lavori di pubblica utilità da parte dei detenuti degli istituti penitenziari romani nelle aree verdi e sulla rete stradale urbana. E, come ribadito nel protocollo, potranno essere individuati anche ulteriori ambiti di intervento dove i detenuti possano dare una mano.

L'attività che cade sotto la voce "lavori di pubblica utilità" ha infatti un eterogeneo ambito di applicazione che va oltre la tutela del patrimonio pubblico e ambientale: prestazioni a favore di persone affette da Hiv, portatori di handicap, malati, anziani, minori, ex detenuti o extracomunitari, protezione civile o in altre attività pertinenti alla specifica professionalità del condannato. Un modello, quello di "Mi riscatto per..." che nel giro di un anno, è stato sottoscritto da una quarantina di municipi fra città metropolitane e piccoli comuni.

Possibile in base all'intesa, estendere gli interventi lavorativi anche nelle aziende agricole di proprietà di Roma Capitale come Castel di Guido e Tenuta del Cavaliere. I dettagli dei singoli progetti saranno di volta in volta stabiliti da specifici protocolli operativi, nei quali verranno individuate le aree, le attività e le modalità del loro svolgimento. E per coordinare gli interventi concordati, sarà istituita una cabina di regia guidata dagli uffici di gabinetto del sindaco di Roma che si riunirà almeno una volta ogni due mesi.

Dentro i rappresentanti del Dap, degli istituti penitenziari coinvolti, dei dipartimenti tutela ambientale, politiche sociali e Sviluppo infrastrutture del comune di Roma insieme al comando del Corpo di polizia locale del comune di Roma e dell'ufficio del Garante dei detenuti di Roma Capitale. "Siamo più che soddisfatti dei risultati e dei riconoscimenti che questo progetto sta ottenendo", ha detto Basentini. "La città di Roma è capofila di questo progetto stupendo ed è stata un modello per tante altre città italiane, grandi e piccole.

Non solo: lo è stata anche per una metropoli straniera come Città del Messico, dove il progetto sta partendo. Questo è un eccezionale esempio di collaborazione fra pubbliche amministrazioni che cercheremo di replicare ovunque: al Ministero si sta lavorando per esportare in Europa il modello Roma di lavori di pubblica utilità e noi saremo ben lieti di offrire la nostra disponibilità e il nostro supporto e di mettere a disposizione il nostro know-how. Dobbiamo iniziare a pensare il mondo penitenziario in modo nuovo: come una risorsa e una grande possibilità per tutti".