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di Grazia Longo

La Stampa, 10 febbraio 2023

Ieri pomeriggio non erano trascorse neppure due ore dal rifiuto del Guardasigilli Carlo Nordio di liberare Alfredo Cospito dal 41 bis, che un gruppo di anarchici aveva già organizzato un sit in accanto al ministero della Giustizia. Erano in venti, agguerriti a parole, per rivendicare il diritto del loro compagno a uscire dal regime di carcere duro.

Ma il vero banco di prova per capire se si deve temere un’escalation della violenza sarà la giornata odierna. Polizia e carabinieri, con l’ausilio dell’intelligence, hanno infatti trascorso le ultime ore a monitorare la situazione. Sotto controllo i social media, con Telegram in testa, e i siti web utilizzati dalla galassia anarchica per concordare le azioni della contestazione. In corso anche, ovviamente, la tradizionale attività d’indagine per cercare di prevenire manifestazioni a particolare rischio sicurezza. “Il pericolo maggiore - spiega un investigatore - è che si passi dai cortei per chiedere a quelli per protestare in modo veemente contro la scelta del ministro”. Il livello di violenza potrebbe quindi salire.

Per domani è già stato annunciato un corteo a Milano, che partirà alle 16 da piazza 24 Maggio e terminerà ai Navigli. Ma il timore è che i militanti della Fai (Federazione anarchica informale) e del Fri (Fronte rivoluzionario internazionale) promuovano qualche analoga iniziativa anche nella capitale. Per bissare il corteo di sabato scorso, che aveva registrato qualche tafferuglio con l’esplosione di bombe carta e il lancio di bottiglie e la relativa carica di alleggerimento della polizia che si era conclusa con tre giovani identificati in Questura e due lievemente feriti. L’allerta del Viminale, insomma, resta alta e si sta mettendo a punto la macchina operativa per l’intervento in eventuali cortei e presidi. Non si risparmierà nel dispiegamento delle forze di polizia e l’attenzione è rivolta anche ad altre città “calde” sul fronte anarchico, come Torino.

Al sit in di ieri in via Arenula, intanto, non si sono registrati incidenti. Solo tanta rabbia e aggressione verbale con insulti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “figlio di un padre in onore di mafia”, e alla premier Giorgia Meloni, “una fascistella, figlia degli assassini dei partigiani, mentre noi siamo figli dei partigiani”. Slogan urlati al microfono da un anarchico disabile in carrozzina che aveva già lanciato gli stessi insulti sabato scorso e, prima ancora, mercoledì 1° febbraio durante il presidio davanti al ministero della Salute. A proposito della volontà del Guardasigilli di non concedere la deroga al 41 bis per Cospito, sempre lo stesso anarchico ha sostenuto che “Nordio ha sbagliato, perché Alfredo è al 41 bis per un fatto che non ha commesso”.