di Mauro Cifelli
romatoday.it, 3 luglio 2026
Patteggiata la pena il legale difensore del 41enne romano ha annunciato che presenterà un’istanza di incompatibilità con il regime carcerario e una di grazia al presidente della Repubblica. Tiziano Paloni prima di contrarre la meningite in carcere. Nell’aprile del 2025, Tiziano Paloni, detenuto in attesa di giudizio a Regina Coeli per reati di droga, inizia ad avvertire forti mal di testa e debolezza, seguiti dalla comparsa di petecchie rosse sul corpo. Lunedì 7 aprile viene trasportato d’urgenza in ospedale in stato di coma. Ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Spallanzani per una grave forma di meningite batterica, lotta per settimane tra la vita e la morte.
Ritorno a Regina Coeli - La famiglia e la difesa denunciano i ritardi nei soccorsi, sostenendo che gli operatori sanitari del carcere avrebbero dovuto accorgersi prima della gravità della situazione. A distanza di un anno Tiziano Paloni, difeso dall’avvocato Fabio Khaled Harakati, ha patteggiato una pena di 4 anni e 8 mesi, ma rischia di tornare nella casa circondariale di via della Lungara dove è cominciato il suo calvario. Per questo il legale difensore del 41enne romano ha annunciato che presenterà un’istanza di incompatibilità con il regime carcerario. Una richiesta che verrà avanzata prima del suo ritorno in cella ed in previsione della quale l’avvocato Harakati ha annuncia al nostro giornale di essere pronto a preparare un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per una “istanza di grazia”.
Meningite in carcere - “Si assiste con profonda preoccupazione alla paradossale e drammatica situazione clinica e giudiziaria che sta colpendo Tiziano Paloni”, dichiara il legale difensore del 41enne romano. Tiziano, nell’aprile del 2025, ha contratto una grave forma di meningite all’interno della casa circondariale di Regina Coeli. “Vicenda per la quale è attualmente in corso un’indagine della magistratura capitolina volta ad accertare eventuali responsabilità penali, civili e professionali a carico del personale sanitario della struttura e di ogni altro addetto alla vigilanza e al controllo dei detenuti. Dopo un lungo percorso di ricoveri in molteplici presidi ospedalieri e un successivo periodo di detenzione domiciliare legato alle sue critiche condizioni di salute, il quadro odierno rischia di precipitare”.
Il patteggiamento della pena - A seguito dell’imminente irrevocabilità della sentenza di patteggiamento, Tiziano si trova oggi esposto all’esecuzione della pena. “Il titolo di reato per cui è intervenuta condanna, detenzione aggravata di stupefacenti, preclude ex lege la sospensione dell’ordine di carcerazione e impedisce l’accesso diretto a misure alternative”. Tiziano Paloni e il suo legale difensore hanno patteggiato una pena di 4 anni e 8 mesi.
Rigidità dei meccanismi procedurali - Il difensore, Fabio Khaled Harakati, condivide “pienamente il dolore e il senso di impotenza espresso dai familiari” e afferma che sta “lottando con ogni strumento giuridico a disposizione onde scongiurare il verificarsi di siffatta situazione”. Purtroppo, prosegue il penalista del Foro di Roma, “la rigidità dei meccanismi procedurali rischia di prevalere sul buon senso e sulla tutela della vita: la legge vale per tutti, ma troppo spesso in casi simili si assiste all’immediata carcerazione del condannato e la sua sorte sarà decisa in un secondo momento, dopo aver interpellato il tribunale di Sorveglianza di Roma che sarà edotto circa le reali e precarie condizioni di salute”.
Incompatibilità con il carcere - Per questi motivi, prosegue l’avvocato Harakati: “è difficile accettare una situazione del genere; visto il reato per cui è stato imputato, Tiziano quasi sicuramente dovrà rientrare in carcere, verosimilmente proprio a Regina Coeli, dove ha contratto la grave infezione quasi letale. Solo in un secondo momento potremmo interpellare i magistrati di Sorveglianza con un’istanza d’urgenza per accertare l’incompatibilità con il regime carcerario. Un’incompatibilità che, peraltro, è già stata chiaramente espressa e certificata dal nostro consulente tecnico nel parere medico-legale già depositato agli atti del processo”.
Appello alle autorità - La difesa e i familiari rivolgono “un accorato appello alle autorità affinché il diritto costituzionale alla salute e all’umanità della pena non venga subordinato ad automatismi burocratici, evitando un ritorno di Tiziano in cella che potrebbe rivelarsi assai dannoso o, addirittura, fatale”.
Istanza di grazia al presidente Mattarella - Una incompatibilità alla detenzione nel carcere dove ha contratto la meningite in relazione alla quale l’avvocato Harakati conclude: “Rivolgiamo il nostro appello anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella poiché stiamo valutando di rivolgergli la istanza di grazia al momento opportuno”.










