di Ilaria Sacchettoni
Corriere della Sera, 29 luglio 2025
L’appello della sorella: “Chi sa parli”. Francesco Valeriano ha riportato gravissime lesioni al cervello, ma nessuno ha avvisato la famiglia. Entra nel carcere di Rebibbia in seguito all’arresto per stalking e finisce in coma al Policlinico Umberto I. É la storia di Francesco Valeriano, 45 enne di Fondi, cameriere, affetto da tossicodipendenza e ora ridotto alla stregua di un “vegetale” senza che i fatti siano neppure stati denunciati. É la sorella Antonella a lanciare un appello: “Chi sa parli. Cosa è successo a mio fratello?”
Il 15 aprile scorso alle otto del mattino le forze dell’ordine suonano alla porta di Francesco. L’accusa è di atti persecutori nei confronti dell’ex moglie. Scatta l’arresto. Il quarantacinquenne entra nel carcere di Cassino dove resta per circa un mese e mezzo. Quindi il trasferimento: “Non sappiamo i motivi ma viene portato a Rebibbia”. Venti giorni trascorrono con i problemi di sempre e di tutti in un carcere che ha superato i 1.200 detenuti.
Il pestaggio, le lesioni al cervello - Si arriva al 30 giugno, data del pestaggio. Chi è stato? Compagni di cella? Gli agenti? L’avvocato, disattento o forse negligente, non sporge neppure denuncia dice la sorella: “Vengo avvisata direttamente dall’ospedale. Gli unici che dimostrano umanità sono i medici del Policlinico”. Ma la diagnosi è severa: Francesco ha riportato lesioni al cervello, in più è sottoposto a una tracheotomia, insomma non tornerà quello che era”.
Dal carcere silenzio. Non è chiaro neppure se sia stata attivata indagine interna: “Cercando su internet ho trovato il numero del garante dei detenuti regionale (Stefano Anastasia che ha promesso assistenza legale alla famiglia, ndr). Sono sola”. Oggi, intanto, la garante nazionale, Irma Conti, sarà in visita al Policlinico: “Farò il necessario - giura Antonella - perché mio fratello abbia giustizia”.











