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Ansa, 18 aprile 2015

 

Il 25 Aprile, in occasione delle celebrazioni per il 70esimo Anniversario della Liberazione d'Italia, il Dipartimento Pari Opportunità e l'Unar (Ufficio antidiscriminazioni) hanno scelto di portare nel carcere di Regina Coeli a Roma lo spettacolo teatrale "Tante Facce nella Memoria" tratto dal libro di Alessandro Portelli "L'Ordine è già stato eseguito", in cui si racconta il drammatico eccidio delle Fosse Ardeatine.

"Questo carcere può essere considerato un monumento della lotta della Resistenza. Qui vennero infatti rinchiusi tanti italiani rei solo di aver dissentito con il regime nazifascista: tra gli altri Sandro Pertini e Giuseppe Saragat, che rimasero detenuti per quasi un anno prima di riuscire a evadere insieme il 24 settembre 1944, scampando a una condanna a morte senza processo" spiega Giovanna Martelli, delegata del presidente del Consiglio per le Pari Opportunità, che ha voluto fortemente questa iniziativa.

"Abbiamo scelto di celebrare questa giornata in un luogo di privazione della libertà proprio perché crediamo che la memoria della Resistenza ci debba aiutare, oggi, ad avere maggiore consapevolezza rispetto a quella che è stata nel passato quella esperienza storica, che ha segnato profondamente la vita del nostro Paese, e quelle che possono essere le nuove forme di Resistenze della società contemporanea per il riconoscimento dei diritti. Penso soprattutto a quelle persone che vivono sulla loro pelle il peso della disuguaglianza e dell'esclusione sociale e per le quali la Liberazione deve rappresentare il valore della realizzazione di una prospettiva di pari diritti e pari dignità per tutti".

Lo spettacolo, a cura di Mia Benedetta e Francesca Comencini, ripercorre attraverso gli occhi di sei protagoniste femminili la grande tragedia in cui persero la vita 335 civili e militari italiani. Lunetta Savino, Mia Benedetta, Carlotta Natoli, Simonetta Solder, Chiara Tomarelli e Bianca Nappi metteranno in scena le voci di alcune delle donne che hanno attraversato come protagoniste femminili quei terribili giorni come parenti delle vittime, come partigiane, come testimoni, come figure di resistenza all'occupazione di Roma.