di Giulio De Santis
Corriere della Sera, 24 febbraio 2021
La rivolta del 9 marzo 2020. Lenzuola incendiate, insulti e qualche spintone alle agenti. È la protesta inscenata da venti detenute, ora indagate dalla Procura, nell'area femminile del carcere di Rebibbia il 9 marzo del 2020 in seguito all'adozione delle misure per contenere il Covid-19. Disordini avvenuti nelle stesse ore nella zona riservata agli uomini.
Le responsabili della protesta sono indagate per resistenza e danneggiamento. Ai loro "colleghi" sono invece contestati reati più gravi, dal sequestro di persona alla devastazione e saccheggio. Differenze dovute al tipo di protesta.
Le donne, apprese le restrizioni dovute al coronavirus, hanno cominciato a fare rumore e gettare dall'interno delle celle nel corridoio antistante lenzuola e cartoni in fiamme. I poliziotti penitenziari hanno provato a dissuaderle, ma ne è nato qualche tafferuglio animato da insulti e spintoni. Al contrario degli uomini che hanno fatto finire lo stesso 9 marzo di un anno fa un ispettore in ospedale.











