Il Messaggero, 3 gennaio 2020
"Essere madri, oltre la pena". Le donne detenute della sezione nido della Casa Circondariale femminile di Rebibbia davanti e dietro l'obiettivo per raccontare cosa vuol dire oggi crescere un figlio in carcere in una mostra fotografica. Sarà inaugurata lunedì 13 gennaio, nella Casetta Koinè di Rebibbia, a Roma.
La mostra "Essere madri, oltre la pena" è il risultato finale di un laboratorio fotografico educativo, formativo ed emotivo, ideato e portato avanti per tre mesi dalla fotografa Natascia Aquilano e dall'educatrice Luciana Mascia, in collaborazione con l'associazione Onlus ProPositivi, appositamente dedicato alle madri detenute della sezione nido di Rebibbia e ai loro bambini.
"Il progetto - spiegano le organizzatrici - è nato dall'esigenza di non voler ignorare uno dei bisogni primari del bambino: il rapporto con la propria madre, che in una struttura penitenziaria viene inevitabilmente alterato.
Attraverso il mezzo fotografico si è cercato di spostare il punto di vista dello spazio, passando da un luogo semplicemente condiviso da detenute e bambini, a un ambiente di incontro tra madri e figli, con l'obiettivo di comprendere l'importanza della relazione. Tra scatti liberi o a tema, ogni detenuta è riuscita a entrare maggiormente in contatto con sé stessa e il proprio bimbo, acquisendo la consapevolezza dell'essere prima madre e poi reclusa".
La mostra, oggi visitabile, comprende sia gli scatti realizzati e scelti dalle detenute, che le foto scattate durante il laboratorio dalla fotografa Natascia Aquilano, così da avere una doppia inquadratura sulla "nuova relazione".










