di Ettore Saladini
La Repubblica, 3 settembre 2025
L’ex sindaco di Roma ed ex ministro torna a parlare dal carcere: “Rebibbia Nuovo Complesso è ormai al collasso finale. L’amministrazione non sa più dove mettere i nuovi giunti e le persone detenute che debbono stare in isolamento. Considerato che Regina Coeli, l’altro carcere romano, è in una condizione di sovraffollamento e di degrado ancora peggiore, possiamo dire che tutto il sistema penitenziario della Capitale rischia d’esplodere”, ha scritto in un post firmato insieme a Fabio Falbo, altro detenuto. Alemanno, detenuto a Rebibbia dal 31 dicembre 2024 per non aver rispettato gli obblighi imposti dal giudice di sorveglianza in seguito alla condanna definitiva per influenze illecite, ora punta a un intervento del ministero della Giustizia: “Attendiamo la riapertura delle Camere e la ripresa dell’attività parlamentare e attendiamo che, a settembre, il ministero della Giustizia, come promesso, faccia il punto della situazione con le sue task force. Ma quanto tempo pensiamo ancora di avere, prima che scoppi tutto?”, continua il post.
Emblema dell’insostenibilità della vita detentiva - ha raccontato Alemanno - è Gomes S. F., una persona detenuta transex brasiliana che, dopo essere stata ricoverata in ospedale con la tubercolosi, è stata riportata in una cella di isolamento nel reparto dell’ex sindaco senza mascherina, senza le analisi necessarie per le dimissioni ospedaliere e, per di più, in una zona non riservata alle persone transessuali.
La situazione è degenerata in protesta, e ad ascoltare le motivazioni è arrivata una donna ufficiale della Polizia Penitenziaria, sola in mezzo a circa cinquanta detenuti. L’atteggiamento, racconta l’ex sindaco, è cambiato progressivamente. Prima ha cercato di minimizzare i motivi del disagio, poi ha ammesso che ciò che stava accadendo non era sostenibile da nessun punto di vista, sospirando sconfortata: “Il problema è che non sappiamo più dove metterli”. L’ufficiale, però, si è dimostrato serio e operativo, dice Alemanno. E infatti dopo un colloquio con il Comando del carcere è tornato con una dottoressa infettivologa, e Gomes è stato trasferito al reparto G6, dedicato all’isolamento per motivi sanitari.
Per ogni detenuto accontentato, però, eccone altri che non riescono a uscire dalle difficoltà. Poco dopo, continua sempre l’ex sindaco, è arrivato al suo posto un altro detenuto, Ramovic Z., ancora nella cella che, come si legge nel post, è “inagibile, senza corrente elettrica, senza scarico per il wc e senza che sia stato rispettato il protocollo sanitario che prevede, prima di un nuovo utilizzo, di sanificare la cella e di sostituire il materasso e il cuscino, dopo averli sigillati”. Alemanno poi elenca altri casi, tutti relativi al G8, il braccio dove è detenuto, conosciuto come “il fiore all’occhiello del carcere di Rebibbia, quello in cui vengono portati i visitatori illustri per mostrare il volto migliore del nostro istituto”. Come Miranda C. L., altra persona detenuta transex che, dopo essere stata messa in una cella inagibile a cui ha dato fuoco per protesta, è stata messa a dormire in una lettiga dell’infermeria senza bagno. Ancora, David R., persona detenuta che dopo aver tentato il suicidio ingerendo dei farmaci ed essere stata ricoverata in ospedale è stata messa sempre in una lettiga dell’infermeria in corridoio e senza bagno.
Nel frattempo, la Fns Cisl - Federazione Nazionale della Sicurezza ha comunicato che, ad agosto, il sovraffollamento delle carceri del Lazio è aumentato dello 0,95% rispetto al mese di luglio, passando dal 27,4% al 28,6%. Tradotto, ci sarebbero 1.519 detenuti in più dei posti disponibili: 6.827 a fronte della capienza regolamentare di 5.308. Mentre la carenza di personale di polizia penitenziaria ammonterebbe a 899 unità. A soffrire di più, gli istituti di Nuovo Complesso Rebibbia Roma, Regina Coeli, Viterbo, Civitavecchia e Rieti. “Questo è il modo di garantire la ‘sicurezza dei cittadini’ e ‘la certezza della pena’?, prosegue Alemanno. Per poi concludere: “Di salvare la faccia dello Stato italiano che, secondo il ministro della Giustizia, perderebbe la sua credibilità se non venissero presi provvedimenti d’urgenza per ridurre il sovraffollamento? In una situazione dove non c’è posto neppure per gestire i casi più gravi e problematici, rischiando l’esplosione di qualche epidemia?”.











