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di Grazia Maria Coletti

 

Il Tempo, 3 gennaio 2020

 

Centinaia di bigliettini per i carcerati di Rebibbia durante la raccolta panettoni della Caritas parrocchiale di Nostra Signora di Valme. "Se si vuole, la vita regala sempre tante occasioni. Ti auguro che la migliore per te sia la prossima. Rita e Giuseppe". "Che la luce di Gesù nato vi dia la forza di affrontare questo terribile momento della vostra vita".

"Mangiate i panettoni con gusto, piacere a amore. Auguri a tutti voi che non potete uscire". I romani fanno gli auguri di buon anno ai carcerati di Rebibbia. Centinaia di bigliettini scritti con le buste della spesa tra le mani, in occasione della raccolta panettoni effettuata a ridosso di Natale al supermercato Doc di via Frattini al Portuense.

Di dolci natalizi i ragazzi della Caritas parrocchiale di Nostra Signora di Valme ne hanno raccolti 600. Ma sono stati i biglietti d'auguri a scaldare il cuore dei carcerati. "È stata una cosa molto commovente nei giorni più belli che sono anche i più tristi dell'anno" dice don Roberto Guernieri, sacerdote del Divino Amore e cappellano di Rebibbia da 28 anni, che parla a nome degli altri 7 cappellani che "coprono" i quattro istituti di Rebibbia, con 2.650 detenuti oltre a una trentina di bambini da zero a 3 anni figli delle detenute.

Grazie a loro l'iniziativa della Caritas parrocchiale di Nostra Signora di Valme è stata resa possibile: insieme con don Roberto Guernieri, don Marco Fibbi, don Antonello Sacco, padre Lucio Boldrin, don Stefano Occelli, don Sandro Spriano, padre Moreno Versolato e don Antonio Pesciarelli che spiegano che "le cose date per scontate come un panettone e un biglietto d'auguri, qui dentro acquistano un significato speciale, i detenuti si sono meravigliati, e noi ringraziamo i tanti che hanno donato".

Pacchi sono arrivati con Amazon, racconta ancora don Roberto "da donatori sensibilizzati da un sacerdote volontario, don Mauro Leonardi, che è in contatto con molte persone, e tramite Amazon ci aiuta con la solidarietà. Solidarietà anche dalla comunità di Ciampino della parrocchia Gesù Divino Operaio di padre Bernard, dalle parrocchie romane di San Carlo Borromeo di don Massimo Barisione, Santa Maria Assunta retta da don Fidel, tanta solidarietà anche dal coro Mariapoli di Rocca di Papa, dagli Alpini di Verona, e da tutt'Italia".

Non va tutto a rotoli. "Contrariamente a quello che si pensa il cuore della gente dimostra di essere sangue bello" dice don Alfredo Fernandez della parrocchia Nostra Signora di Valme di Villa Bonelli. Il nuovo parroco, don Victoriano Herranz ha raccolto e fatta sua l'iniziativa portata avanti dal suo predecessore con il gruppo dei volontari della Caritas parrocchiale: tra gli altri, i fratelli Maria Luisa e Riccardo, Andrea, Stefano, Valerio, Francesco e Maria Teresa, Valerio, Francesca, Silvia, Walter, Lucrezia, Paolo, Jacopo.

Intanto, la Madonna di Valme "si prepara" a tornare a Rebibbia, una iniziativa caldeggiata da madre Trinidad, fondatrice e presidente dell'Opera della Chiesa, cui è affidata Nostra Signora di Valme, che abita in parrocchia. "Portate la Madonna in mezzo ai detenuti questo è il suo posto - è il messaggio di Madre Trinidad - così tutti ricorderanno che quando stavano in un momento di difficoltà la Madonna è andata a trovarli".